La sonda spaziale LISA Pathfinder è stata lanciata con successo alla caccia delle onde gravitazionali

La sonda spaziale LISA Pathfinder al decollo su un razzo vettore Vega (Foto ESA–Stephane Corvaja)
La sonda spaziale LISA Pathfinder al decollo su un razzo vettore Vega (Foto ESA–Stephane Corvaja)

Nella notte italiana la sonda spaziale LISA Pathfinder dell’ESA è stata lanciata con successo su un razzo vettore Vega dal centro spaziale di Kourou nella Guiana francese. Dopo circa un’ora e 45 minuti si è separata dall’ultimo stadio del razzo e si è attivata per cominciare il suo lungo viaggio grazie al proprio modulo di propulsione.

LISA Pathfinder è entrata in un’orbita ellittica dove effettuerà una serie di manovre che nell’arco di alcune settimane la porteranno nell’area chiamata L1, dove la gravità della Terra e quella del Sole si equilibrano con le altre forze che agiscono sulla sonda. Il modulo di propulsione verrà disconnesso dopo aver esaurito la sua funzione e la sonda rimarrà nell’area L1, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

La missione LISA (Laser Interferometer Space Antenna) Pathfinder, in origine chiamata Small Missions for Advanced Research in Technology-2 (SMART-2), ha lo scopo di testare la possibilità di rilevare onde gravitazionali, da anni uno degli obiettivi più importanti nel campo della fisica. Le tecnologie testate, sviluppate soprattutto dall’Agenzia Spaziale Italiana, serviranno per una futura missione chiamata almeno per ora Evolved Laser Interferometer Space Antenna (eLISA).

La sonda spaziale LISA Pathfinder contiene due masse di test, due cubi di 46 mm di lato di oro-platino, che verranno poste in uno stato di caduta libera quasi perfetto a una distanza di 40 cm l’uno dall’altro. Il loro moto relativo verrà misurato con un’accuratezza senza precedenti. I micro-propulsori a ioni permetteranno di mantenere la sonda centrata attorno alle masse di test.

L’obiettivo è di isolare i due cubi da tutte le forze eccetto quella gravitazionale. In questo modo, sarà possibile tentare di rilevare le onde gravitazionali previste dalla teoria della relatività generale di Albert Einstein. Grazie a un sistema di laser sarà possibile misurare qualsiasi movimento dei cubi con una precisione straordinaria dato che può rilevare spostamenti di 10 picometri, cioè dieci milionesimi di milionesimi di metro.

Se le manovre e i successivi test non daranno problemi, nel marzo 2016 la sonda spaziale LISA Pathfinder potrà cominciare la sua missione. È previsto che continui per almeno sei mesi per dar modo all’ESA di effettuare tutti i test delle apparecchiature necessari per sviluppare la prossima missione.

Vista "esplosa" della sonda spaziale LISA Pathfinder (Immagine ESA/ATG medialab)
Vista “esplosa” della sonda spaziale LISA Pathfinder (Immagine ESA/ATG medialab)

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