2015

Il modulo di servizio della navicella spaziale Orion costruito dall'ESA durante il trasporto negli USA (Foto NASA)

La NASA ha fornito qualche nuova informazione sul primo test di volo per il suo Space Launch System (SLS) con la navicella spaziale Orion, chiamato Exploration Mission-1 (EM-1). L’ha fatto in occasione dell’arrivo alla Space Power Facility (SPF) a Sandusky, nell’Ohio, della versione di test del modulo di servizio della Orion costruito dall’ESA (in inglese European Service Module, ESM). Ciò permetterà alla NASA di cominciare a testare la nuova navicella nella sua configurazione completa, un passo cruciale nella preparazione della missione EM-1.

Illustrazione artistica dell'evento ASASSN-14li che mostra il disco di materiali attorno al buco nero supermassiccio e altri resti della stella distrutta in una coda di materia espulsa (Immagine spettro: NASA/CXC/U.Michigan/J.Miller et al.; illustrazione: NASA/CXC/M.Weiss

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive le osservazioni di un buco nero supermassiccio con una massa alcuni milioni di volte quella del Sole che ha distrutto una stella con la conseguente formazione di un getto di materia che si muove a una velocità vicina a quella della luce. Quest’evento, chiamato ASASSN-14li, era già stato descritto poche settimane fa in un’altra ricerca i cui risultati erano stati pubblicati sulla rivista “Nature”.

Immagine della stella VY Canis Majoris catturata dallo strumento SPHERE del VLT (Foto ESO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive uno studio sulla stella VY Canis Majoris, una delle più grandi della Via Lattea. Lo strumento SPHERE montato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO ha permesso di ottenere immagini molto dettagliate di questa stella permettendo di studiare la polvere che la circonda e la notevole massa che perde nel tempo emettendola.

Schema degli scambi di carbonio su Marte e dei processi di perdita nella sua atmosfera (Immagine Lance Hayashida/Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” offre una spiegazione alla perdita di carbonio subita dall’atmosfera del pianeta Marte. Un team di scienziati del CalTech (California Institute of Technology) e del Jet Propulsion Laboratory della NASA ha studiato i dati disponibili concentrandosi sul problema del carbonio perché ne è rimasto meno del previsto anche tenendo in considerazione i recenti risultati sulla perdita di atmosfera del pianeta rosso.

Aurorae Chaos e Ganges Chasma (Foto ESA/DLR/FU Berlin, licenza CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato immagini di Valles Marineris su Marte catturate dalla sonda spaziale Mars Express nel luglio 2015. Si tratta di un enorme complesso di fratture geologiche molto più largo e lungo del Gran Canyon americano. In particolare, gli scienziati si sono concentrati sulle fotografie scattate dalla High Resolution Stereo Camera (HRSC) di Mars Express di un’area chiamata Aurorae Chaos, dove ci sono ancora le tracce di antichissimi flussi d’acqua.