2016

La cometa cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko fotografata il 25 marzo 2015, uno dei momenti delle rilevazioni di molecole organiche (Foto ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” descrive la scoperta di ingredienti che sono considerati fondamentali per l’origine della vita sulla Terra sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. In particolare, la glicina, un amminoacido che si trova nelle proteine, e il fosforo, un elemento che forma il DNA e le membrane cellulari. Queste rilevazioni sono state effettuate dallo strumento ROSINA a bordo della sonda spaziale Rosetta dell’ESA.

Concetto artistico del possibile aspetto del pianeta Kepler-62f (Immagine NASA Ames/JPL-Caltech/T. Pyle)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrobiology” descrive una ricerca sull’esopianeta Kepler-62f. Un team guidato dall’astronoma della UCLA Aomawa Shields ha condotto vari studi su questo pianeta e, dopo aver creato vari modelli informatici, ha concluso che esso ha il potenziale per sostenere forme di vita di tipo simile al nostro.

Le varie fasi di espansione del modulo BEAM (Immagine NASA TV)

Nel corso della giornata di ieri il modulo sperimentale BEAM, collegato alla Stazione Spaziale Internazionale il 16 aprile, è stato gonfiato e pressurizzato dopo che il primo tentativo cominciato giovedi era stato interrotto. Le operazioni di installazione verranno completate con l’equalizzazione della pressione al suo interno con quella nel resto della Stazione. A quel punto l’equipaggio potrà cominciare la fase di test, che andrà avanti per circa due anni.

Due diversi articoli, uno in fase di pubblicazione sulla rivista “Icarus” e uno pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”, descrivono diversi aspetti di uno studio che offre un nuovo modello per descrivere gli effetti di marea che potrebbero causare fratture sulla superficie di lune ghiacciate. Secondo un team dell’Università di Rochester guidato da Alice Quillen gli effetti mareali di un incontro ravvicinato potrebbero spiegare fratture molto estese.

Rappresentazione di un super-brillamento solare (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center, Greenbelt, Md.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca sul rapporto tra le super-eruzioni solari di alcuni miliardi di anni fa e la nascita di forme di vita sulla Terra. Secondo un team di scienziati della NASA guidati da Vladimir Airapetian quelle gigantesche tempeste fornirono l’energia necessaria a scaldare la Terra e a far avvenire alcune reazioni chimiche necessarie a formare molecole complesse come RNA e DNA su cui è basata la vita.