La navicella spaziale SpaceX Dragon è partita per la missione CRS-16 per conto della NASA

Il cargo spaziale Dragon inizia la missione CRS-16 decollando su un razzo vettore Falcon 9 (Immagine NASA TV)
Il cargo spaziale Dragon inizia la missione CRS-16 decollando su un razzo vettore Falcon 9 (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale SpaceX Dragon è partita su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral nella missione CRS-16 (Cargo Resupply Service 16), indicata anche come SpX-16. Dopo poco più di dieci minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta della sedicesima missione di invio della navicella spaziale Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale con vari carichi con il successivo ritorno sulla Terra, anche in questo caso con vari carichi.

La missione CRS-16 continua la politica di riutilizzo di SpaceX in collaborazione con la NASA. La Dragon è quella utilizzata per la missione CRS-10, partita il 19 febbraio 2017. Ciò che cambia è l’utilizzo di un primo stadio nuovo per il razzo Falcon 9, dovuto al fatto che nei mesi scorsi l’azienda di Elon Musk è passata gradualmente alla nuova versione chiamata Block 5. Pochi minuti dopo il lancio, il primo stadio doveva atterrare sulla piazzola apposita a Cape Canaveral chiamata Landing Zone 1 (LZ-1) ma qualcosa è successo ed è finito nell’Oceano Atlantico al largo della costa vicina. Ci eravamo abituati ad atterraggi controllati ma la procedura è ancora tutt’altro che semplice e può fallire. Elon Musk ha pubblicato un tweet che mostra le immagini dal punto di vista del primo stadio mentre ruota su se stesso e un altro in cui la sua discesa è ripresa dalla costa.

Il carico della navicella spaziale Dragon è di quasi 2,6 tonnellate tra la sezione pressurizzata e quella non pressurizzata. Ci sono circa 300 kg di cibo e altri rifornimenti per l’equipaggio della Stazione spaziale Internazionale ma la maggior parte del carico è costituita da strumenti, hardware vario e altri materiali necessari a esperimenti e ricerche scientifiche condotti a bordo della Stazione.

Tra gli strumenti più importanti a bordo della Dragon c’è quello della Robotic Refueling Mission-3 (RRM3), la versione più recente di una tecnologia sviluppata da parecchi anni per rifornire navicelle spaziali di propellente criogenico come l’ossigeno liquido. Questo tipo di tecnologia è stata creata inizialmente per rifornire satelliti in orbita attorno alla Terra ma potrebbe essere utile anche per le missioni nello spazio profondo dove esistono varie fonti d’acqua che può essere divisa in idrogeno e ossigeno da usare come propellente.

La Stazione Spaziale Internazionale è diventata anche una base per la messa in orbita di nanosatelliti di classe CubeSat ma essi possono essere lanciati anche dalle navicelle spaziali durante il loro volo. Il nuovo sistema SlingShot è a bordo della Dragon ma verrà installato nel Passive Common Berthing Mechanism (PCBM) dell’altro cargo spaziale americano, il Cygnus. Il sistema SlingShot può lanciare fino a 18 nanosatelliti e ciò avverrà dopo che il Cygnus avrà lasciato la Stazione.

Tra gli esperimenti biologici c’è la Rodent Research-8 con ben 40 topi che vengono trasportati in un habitat costruito apposta chiamato Rodent Research Transport Assembly and Support Hardware. La loro presenza è legata a quello che forse è il più curioso motivo di ritardo del lancio: i topi sono vivi perché verranno studiate le loro reazioni nella microgravità della Stazione Spaziale Internazionale e ciò significa che nel loro habitat c’è anche del cibo ma in un controllo è stata trovata della muffa in alcune barre di cibo con la necessità di sostituirle.

La navicella spaziale Dragon è ora in rotta verso la Stazione Spaziale Internazionale e tutto procede regolarmente. L’arrivo alla Stazione è previsto per sabato: attorno alle 12 italiane la Dragon dovrebbe essere catturata dal braccio robotico della Stazione.

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