2018

Sputnik Planitia

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive una ricerca che offre una spiegazione alla formazione del pianeta nano Plutone. Un team di scienziati del Southwest Research Institute (SwRI) ha messo assieme dati raccolti dalla sonda spaziale New Horizons della NASA con quelli raccolti dalla sonda spaziale Rosetta dell’ESA, che ha studiato la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, concludendo che Plutone si è formato dall’unione di circa un miliardo di comete simili ad essa.

Illustrazione di PSR B1957+20 e della sua compagna

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive un’osservazione a elevata risoluzione di una pulsar catalogata come PSR B1957+20. Un team di astronomi ha usato dati raccolti usando il radiotelescopio di Arecibo ottenendo uno dei migliori risultati della storia dell’astronomia grazie alla presenza di una scia di plasma lasciato da una nana bruna, una compagna della pulsar in un sistema binario. Secondo gli astronomi l’effetto di lente generato suggerisce che sia anche la causa dei lampi radio veloci.

Il cargo spaziale Cygnus catturato dal braccio robotico Canadarm2 (Immagine NASA TV)

La navicella spaziale Cygnus di Orbital ATK, partita il 21 maggio, ha appena raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale ed è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2. L’astronauta Scott Tingle, assistito dai colleghi Ricky Arnold e Drew Feustel, inizierà fra poco la lenta manovra per spostare Cygnus fino a farla attraccare al nodo Unity della Stazione dopo circa due ore.

I satelliti GRACE-FO al decollo su un razzo Falcon 9 (Foto NASA/Bill Ingalls)

Poche ore fa le due navicelle gemelle GRACE-FO sono state lanciate su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Vandenberg. Dopo circa dieci minuti si sono separate con successo dall’ultimo stadio del razzo e si sono immesse in un’orbita polare. Poco dopo hanno cominciato a trasmettere segnali telemetrici. La missione di SpaceX è continuata con il lancio di 5 satelliti della costellazione Iridium.

2015 BZ509 (Immagine cortesia C. Veillet / Large Binocular Telescope Observatory)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters” riporta la scoperta di un asteroide in un’orbita vicina a quella di Giove che però ha un moto retrogrado, cioè si muove nella direzione opposta dei pianeti e della maggioranza dei corpi celesti del sistema solare. Catalogato come 2015 BZ509, è stato scoperto nel 2014 e l’analisi della sua orbita con una serie di simulazioni ha portato alla conclusione che è arrivato da un altro sistema solare.