2018

Rappresentazione artistica di WASP-96b (Immagine cortesia Engine House)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sull’esopianeta WASP-96b. Si tratta di un saturniano caldo, cioè un gigante gassoso con una massa simile a Saturno e un’orbita vicina alla sua stella che ha come conseguenza un’elevata temperatura sulla sua superficie. Un team di ricercatori guidato da da Nikolay Nikolov dell’Università britannica di Exeter ha usato lo spettrografo FORS2 montato sul VLT dell’ESO per studiare WASP-96b scoprendo forti tracce di sodio, un’osservazione possibile solo in mancanza di nuvole nella sua atmosfera.

Il cargo spaziale Dragon subito dopo aver lasciato la Stazione Spaziale Internazionale (Foto cortesia Oleg Artemyev)

Poche ore fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-14 (Cargo Resupply Service 14) per conto della NASA ammarando senza problemi nell’Oceano Pacifico a poco più di 420 km dalle coste della California. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale qualche ora prima, nel pomeriggio italiano di ieri.

Poco dopo l’ammaraggio, le navi di SpaceX sono andate a recuperare la Dragon per trasportarla fino alla costa. I carichi riportati sulla Terra verranno consegnati alla NASA entro 48 ore circa. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 4 aprile 2018.

Il lander InSight e i due MarCO al decollo su un razzo vettore Atlas V 401 (Immagine NASA TV)

Poche ore fa il lander InSight della NASA, è stato lanciato assieme ai due nanosatelliti Mars Cube One dalla base di Vandenberg su un razzo vettore Atlas V 401. Dopo circa un’ora e mezza si sono separati dall’ultimo stadio del razzo, chiamato Centaur, e si sono messi in rotta verso Marte.

La missione InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) ha lo scopo di indagare sulla geologia del pianeta Marte. Un lander dotato di un sismometro, di un sensore termico e di altri strumenti analizzerà la struttura interna del pianeta rosso. Ciò permetterà di ottenere nuovi dati sulla sua formazione, contribuendo anche ai modelli esistenti sulla formazione di pianeti rocciosi come la Terra.

Il Grand Canyon e Marte

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca sulle possibili precipitazioni avvenute sul pianeta Marte quand’era giovane. Ramses Ramirez e Robert Craddock, due scienziati che da anni stanno studiando la storia geologica e climatica del pianeta rosso, sostengono che circa 4 miliardi di anni fa il clima poteva essere caldo e semi-arido con fenomeni di precipitazioni.

Ganimede (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una nuova analisi di dati raccolti dalla sonda spaziale Galileo della NASA durante i suoi passaggi ravvicinati a Ganimede, una delle grandi lune di Giove. Glyn Collinson del Goddard Space Flight Center della NASA e alcuni colleghi hanno riesumato il software dell’epoca per processare i dati scoprendo nuove informazioni sul suo campo magnetico, in particolare sulle sue aurore e sui fenomeni di riconnessione magnetica.