April 2019

Il buco nero V404 Cygni oscilla come una trottola

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’osservazione di un getto di materiali emesso dal buco nero V404 Cygni che ha cambiato orientamento nel giro di non più di poche ore. Un team guidato da James Miller-Jones del nodo della alla Curtin University dell’International Centre for Radio Astronomy Research (ICRAR), in Australia, ha usato i radiotelescopi della rete Very Long Baseline Array per studiare l’area attorno al buco nero durante una delle periodiche esplosioni di notevole intensità. Ciò ha permesso di osservare per la prima volta getti di materiali cambiare orientamento nel giro di poche ore o addirittura di minuti.

La posizione dei quasar varia nel tempo

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta le prove che la posizione dei quasar non è fissa. Un team di astrofisici dell’Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca ha combinato osservazioni compiute a livello globale di 40 quasar tra il 1994 e il 2016 per questo studio. Basandosi sul fatto che le posizioni apparenti dei quasar cambiano a seconda della frequenza delle radiazioni utilizzate per osservarle i ricercatori hanno voluto verificare se quell’effetto potesse variare nel tempo. I quasar sono usati come punti di riferimento cosmici, conoscerne la posizione esatta potrà aumentare la loro affidabilità.

La misura dell’espansione dell’universo è sempre più precisa e sottolinea la discrepanza tra le misurazioni

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta una nuova misurazione dell’espansione dell’universo, che risulta circa il 9% maggiore rispetto a stime effettuate studiando l’universo primordiale. Un team di astronomi guidato dal premio Nobel Adam Riess ha combinato osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble di 70 stelle variabili chiamate variabili cefeidi usate per le misurazioni con altre condotte dal progetto Araucaria per ottenere misurazioni estremamente precise della loro luminosità. La discrepanza tra le misure dell’espansione dell’universo vicino e quelle dell’universo primordiale rimane ed è importante migliorare le misurazioni per ottenere indizi sull’origine della discrepanza.

Un possibile terremoto rilevato su Marte dal lander InSight

La NASA ha comunicato che il suo lander InSight ha rilevato quello che probabilmente è un terremoto sul pianeta Marte. Quello che è stato soprannominato martemoto è un leggero sisma che sulla Terra verrebbe registrato con magnitudo 2-2,5 ed è solo grazie a uno strumento chiamato SEIS progettato per quello scopo che è stato rilevato su Marte il 6 aprile 2019. Siamo all’inizio della sismologia marziana perciò i dati verranno studiati per confermare che si sia trattato effettivamente di un terremoto e in caso positivo sarà il primo.

Una misura delle temperature sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta una serie di misure della temperatura del nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ottenute grazie allo strumento VIRTIS della sonda spaziale Rosetta dell’ESA. Un team di ricercatori guidato da Federico Tosi dell’INAF-IAPS di Roma che include vari ricercatori dell’INAF ha usato le immagini infrarosse catturate da VIRTIS per generare mappe termiche da cui ricavare le temperature ricostruendone le variazioni giornaliere e stagionali ma anche quelle legate alle sue caratteristiche morfologiche e a quelle chimico-fisiche dello strato superiore della superficie.