Un possibile terremoto rilevato su Marte dal lander InSight


La NASA ha comunicato che il suo lander InSight ha rilevato quello che probabilmente è un terremoto sul pianeta Marte. Quello che è stato soprannominato martemoto è un leggero sisma che sulla Terra verrebbe registrato con magnitudo 2-2,5 ed è solo grazie a uno strumento chiamato SEIS progettato per quello scopo che è stato rilevato su Marte il 6 aprile 2019. Siamo all’inizio della sismologia marziana perciò i dati verranno studiati per confermare che si sia trattato effettivamente di un terremoto e in caso positivo sarà il primo.

Marte non ha una tettonica a placche come la Terra perciò i terremoti non vengono generati dallo spostamento di placche e faglie bensì da contrazioni del sottosuolo causate dal raffreddamento dell’interno del pianeta. Ciò significa che i terremoti marziani sono decisamente più deboli di quelli terrestri e se vi fossero esseri umani sul pianeta rosso non se ne accorgerebbero neppure. Le uniche esperienze simili ai martemoti sono quelle dei terremoti lunari rilevati grazie a sismometri lasciati dagli astronauti durante le missioni Apollo che tra il 1969 e il 1977 hanno registrato migliaia di scosse.

Il lander InSight, atterrato su Marte il 26 novembre 2018, è molto più sofisticato sia per i decenni passati dalle missioni Apollo sia perché ha dovuto compiere una serie di operazioni da solo dato che il ritardo nelle comunicazioni tra Marte e Terra è di vari minuti perciò le operazioni non possono essere comandate a distanza ma devono essere programmate affinché le esegua il computer di bordo.

Il 19 dicembre 2018 InSight ha posato sulla superficie marziana lo strumento SEIS (Seismic Experiment for Interior Structure) ma quello era solo l’inizio di una lunga operazione di sistemazione e copertura dello strumento con uno scudo che lo protegge dal vento e dagli sbalzi termici che genererebbero false rilevazioni. La foto (NASA/JPL-Caltech) scattata il 19 marzo 2019, Sol 210, mostra il Wind and Thermal Shield che copre il sismometro.

Dopo l’attivazione dello strumento SEIS, sono stati rilevati vari segnali e tre di essi sono di origine ancora sconosciuta ma erano molto deboli ed è difficile determinarla. Quello che è stato chiamato evento del Sol 128 dato che è stato rilevato il 128° giorno marziano della missione InSight è un po’ più forte e più lungo e sembra avere origine nell’interno di Marte. Lori Gaze, direttrice della Planetary Science Division della NASA ha spiegato che quest’evento corrisponde al profilo dei terremoti rilevati sulla Luna perciò probabilmente si tratta di un terremoto marziano, o martemoto.

Lo strumento SEIS si è rivelato perfino più sensibile del previsto e Charles Yana, manager delle operazioni della missione per SEIS all’agenzia spaziale francese CNES, che l’ha fornito alla NASA, ha manifestato una comprensibile soddisfazione per i risultati ottenuti. Anche gli eventi più deboli sono comunque in fase di analisi perché tutti i dati sono importanti e mettendoli assieme, soprattutto quando ne verranno rilevati altri, forse sarà possibile stabilire anche la loro causa.

Le rilevazioni compiute sulla Luna hanno aiutato a migliorare i nostri modelli sulla sua formazione e sulla sua composizione interna, quelle appena cominciate su Marte hanno lo stesso scopo. Capire l’interno di Marte aiuterà a migliorare i modelli riguardanti la formazione dei pianeti rocciosi e a stabilire se quand’era giovane il pianeta rosso avesse effettivamente un nucleo liquido che generava un campo magnetico perduto in seguito al raffreddamento dell’interno di Marte.

Nuove informazioni sulla storia del pianeta avranno anche implicazioni nello studio delle possibilità che quand’era giovane siano emerse forme di vita, di conseguenza sono studi che uniscono planetologia, geologia, xenobiologia e altro ancora.

L’INAF ha pubblicato un breve video che illustra il possibile terremoto su Marte.

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