50 anni fa il primo sbarco umano sulla Luna

Buzz Aldrin fotografato da Neil Armstrong, visibile nel riflesso nel casco (Foto NASA)
Buzz Aldrin fotografato da Neil Armstrong, visibile nel riflesso nel casco (Foto NASA)

Il 20 luglio 1969 il modulo lunare Eagle della missione Apollo 11 della NASA, partita il 16 luglio, compì il primo allunaggio di una navicella spaziale con astronauti. Il comandante della missione Neil Armstrong e il pilota del modulo lunare Edwin “Buzz” Aldrin parteciparono all’allunaggio e trascorsero poco più di due ore sulla superficie della Luna per raccogliere alcuni campioni che riportarono sulla Terra. Ripartiti dalla Luna, i due astronauti si riunirono a Michael Collins, rimasto in orbita nel modulo di comando Columbia e assieme a lui tornarono sulla Terra il 24 luglio.

La missione Apollo 11 rappresentò per gli USA il culmine del programma spaziale, che ebbe forti stimoli dalla Guerra Fredda in atto con l’URSS. La messa in orbita del primo satellite Sputnik e del volo di Yuri Gagarin non solo costituirono un doppio smacco ma provocarono negli americani anche il timore di un attacco comunista dallo spazio. La creazione della NASA nel 1958 fu un primo passo per recuperare terreno e nel 1961 l’allora presidente John F. Kennedy dichiarò al Congresso la necessità di far atterrare un americano sulla Luna. Nel 1962 l’amministratore della NASA James Webb annunciò i primi dettagli della missione lunare.

La NASA sviluppò il programma Apollo per portare i propri astronauti sulla Luna usando il razzo Saturn V. Nel frattempo i sovietici tentarono di sviluppare le loro missioni lunari ma i test del loro razzo vettore N1 furono un fallimento, mantenuto segreto fino alla caduta dell’URSS. I sovietici dovettero limitarsi a tentare l’allunaggio di un lander senza equipaggio in grado di prelevare campioni di suolo da riportare sulla Terra ma la missione lanciata il 14 giugno 1969 fallì a causa di un problema al razzo vettore mentre la missione Luna 5 lanciata il 13 luglio 1969 fallì perché il lander si schiantò sulla superficie lunare.

I dettagli della missione Apollo 11, inclusi i problemi avuti nel corso delle manovre di allunaggio, sono ben conosciuti e sono stati raccontati innumerevoli volte. Gli americani avevano vinto la corsa allo spazio con la conquista della Luna e negli anni successivi seguirono altre missioni lunari ma nel corso degli anni ’70 la situazione internazionale cominciò a cambiare in meglio, contribuendo a un calo di interesse verso queste missioni dopo i primi entusiasmi.

La storia della corsa allo spazio è ancora oggetto di discussioni e ciò include gli eventi che portarono alla sua fine. Di certo i costi di missioni come l’Apollo 11 erano enormi superando i 180 milioni di dollari dell’epoca per il lancio del razzo Saturn V, equivalenti a oltre 900 milioni di dollari di oggi, sempre più difficili da giustificare.

La missione Apollo 11 alla partenza con il lancio di un razzo Saturn V (Foto NASA)
La missione Apollo 11 alla partenza con il lancio di un razzo Saturn V (Foto NASA)

Mentre molti sforzi di varie nazioni si sono concentrati nell’orbita terrestre bassa con la costruzione di varie stazioni spaziali, gli sviluppi tecnologici ereditati dalla corsa allo spazio hanno avuto vari impatti. Dallo sviluppo di satelliti con varie applicazioni all’elettronica, dai sistemi di riciclaggio ad applicazioni in campi diversi in quantità tale che si potrebbe scrivere un’enciclopedia sull’argomento.

In questo decennio la situazione è cambiata in vari modi, con una nuova corsa allo spazio che vede la partecipazione di nuove nazioni a cominciare dalla Cina ma anche l’India vuole entrarvi. Un’altra differenza è che stavolta oltre a un nuovo progetto della NASA ci sono anche privati dato che SpaceX di Elon Musk e Blue Origin di Jeff Bezos hanno piani ambiziosi. È presto per dire se nel prossimo decennio comincerà la costruzione di una base lunare ma era da molto tempo che non c’erano progetti così ambiziosi riguardanti missioni con astronauti. L’eredità della missione Apollo 11 sarà importante con le conoscenze accumulate e le tecnologie sviluppate.

Neil Armstrong, Michael Collins ed Edwin
Neil Armstrong, Michael Collins ed Edwin “Buzz” Aldrin (Foto NASA)

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