Scoperto un protoammasso galattico risalente a 13 miliardi di anni fa

Il protoammasso z66OD con le galassie nei riquadri (Immagine cortesia NAOJ/Harikane et al.)
Il protoammasso z66OD con le galassie nei riquadri (Immagine cortesia NAOJ/Harikane et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un protoammasso galattico risalente a circa 13 miliardi di anni fa. Un team di astronomi guidato da Yuichi Harikane del National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ), ha usato i telescopi Subaru, Keck e Gemini per trovare un gruppo di 12 galassie primordiali tra cui una gigante soprannominata Himiko che formano un precursore degli odierni ammassi galattici catalogato come z66OD. Il suo studio aiuterà a capire meglio l’evoluzione di queste strutture cosmiche e le influenze tra le galassie che le formano, soprattutto quelle più massicce.

Questa ricerca è partita da una mappa dell’universo creata usando il telescopio Subaru, nella quale gli astronomi hanno trovato il candidato protoammasso z66OD. All’interno di z66OD le galassie hanno una concentrazione 15 volte superiore a quella media per la loro era. Osservazioni spettroscopiche mirate condotte con il W.M. Keck Observatory e il Gemini North Telescope hanno permesso di confermare che 12 galassie hanno circa 13 miliardi di anni. Si tratta di galassie primordiali che mostrano come già 800 milioni di anni dopo il Big Bang esistessero protoammassi galattici. Negli anni scorsi erano già stati scoperti protoammassi ma non così antichi.

Una scoperta sorprendente riguarda la galassia soprannominata Himiko, scoperta nel 2009 sempre usando il telescopio Subaru. Si tratta di una galassia gigante perciò gli astronomi si sarebbero aspettati di trovarla al centro del protoammasso z66OD, al contrario si trova ai suoi bordi, a una distanza di circa 500 milioni di anni dal centro. Capire il motivo della posizione di Himiko potrebbe rappresentare una chiave per capire i meccanismi di evoluzione di un protoammasso in un moderno ammasso galattico.

La formazione stellare all’interno del protoammasso z66OD è molto elevata, stimata in circa cinque volte superiore a quella di altre galassie primordiali con masse simili. Secondo gli astronomi ciò è dovuto alla grande quantità di gas presente in quelle galassie e disponibile per formare nuove stelle.

I ricercatori hanno identificato anche un altro protoammasso, catalogato come z57OD, ma z66OD rimane il più interessante per la sua età. Il prossimo passo dello studio avverrà con osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA che, con la sua potenza e sensibilità, è tra i migliori strumenti esistenti per indagare su oggetti così distanti.

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