2019

Le vibrazioni degli anelli di Saturno usate per ricostruire gli impatti sul pianeta

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta una ricerca su variazioni nel campo gravitazionale del pianeta Saturno in seguito a vibrazioni interne. Yanqin Wu dell’Università di Toronto e Yoram Lithwick della Northwestern University hanno usato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini nel corso dei suoi passaggi ravvicinati agli anelli per studiare il fenomeno concludendo che le vibrazioni di Saturno sono state causate da impatti avvenuti nel passato che hanno fatto in qualche modo suonare il pianeta come una campana.

Concetto artistico di eso-Io in orbita attorno a un gigante gassoso (Immagine cortesia Università di Berna, Illustrazione di Thibaut Roger)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta una ricerca sulle tracce di sodio e potassio nell’orbita dell’esopianeta gigante gassoso WASP-49b. Un team di ricercatori coordinato dall’Università svizzera di Berna ha paragonato la situazione di WASP-49b a Giove e alla sua luna Io, nota per la notevole attività vulcanica, osservando che ci sono indizi importanti sul fatto che anche WASP-49b abbia una luna vulcanica la cui attività espelle sodio e potassio.

Un lampo gamma del 2016 potrebbe essere stato originato da una fusione di stelle di neutroni

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sul lampo gamma di breve durata catalogato come GRB160821B in cui viene mostrato che le sue caratteristiche corrispondono a quelle della fusione di stelle di neutroni osservate sia alle onde elettromagnetiche che alle onde gravitazionali il 17 agosto 2017. Un team di ricercatori guidati da Eleonora Troja dell’Università del Maryland che include anche alcuni ricercatori associati all’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha usato dati raccolti da vari telescopi per confrontare i due eventi e quello del 2016 è stato osservato fin dalle prime ore fornendo nuove informazioni sulla fase iniziale di quella che viene chiamata kilonova.