
Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta prove dell’esistenza di un pianeta in formazione nel disco protoplanetario che circonda la giovanissima stella AB Aurigae. Un team di ricercatori guidato da Anthony Boccaletti, dell’Osservatorio di Parigi, Università Psl, in Francia, ha usato lo strumento SPHERE montato sul VLT dell’ESO in Cile per trovare le tracce di quello che potrebbe essere un pianeta. SPHERE scatta foto reali degli oggetti perciò se la scoperta fosse confermata si tratterebbe della prima prova diretta di un pianeta visto mentre si sta formando.
Distante circa 520 anni luce dalla Terra, AB Aurigae è una stella che, con un’età stimata in 3-4 milioni di anni, è ancora talmente giovane da non essere ancora entrata nella sequenza principale, la fase stabile in cui una stella trascorre la maggior parte della sua vita. Per questo motivo è da anni oggetto di studi, anche del disco protoplanetario che la circonda. Il radiotelescopio ALMA aveva permesso di individuare bracci a spirale e le possibili tracce di un pianeta in formazione, riportati in un articolo pubblicato nel maggio 2017 sulla rivista “The Astrophysical Journal”.
Ora questa nuova ricerca ha sfruttato lo strumento SPHERE (Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet REsearch), attivato nel giugno 2014 per cercare esopianeti. Montato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO, generalmente viene usato per fotografare direttamente esopianeti già formati ma ci sono occasioni in cui può essere utilizzato in modo un po’ diverso, in questo caso per fotografare un possibile pianeta che si sta ancora formando nella parte interna del disco protoplanetario di AB Aurigae.
L’immagine (ESO/Boccaletti et al.) mostra sulla sinistra la foto del sistema AB Aurigae catturata dallo strumento SPHERE e a destra un ingrandimento della parte interna del disco protoplanetario con quello che sembra essere un pianeta in fase di formazione nella zona di colore giallo brillante.
Quando c’è una formazione planetaria in corso, il gas viene spinto dal corpo celeste in formazione generando disturbi nel disco nella forma di un’onda, che Emmanuel Di Folco del Laboratorio astrofisico di Bordeaux (LAB), in Francia, uno degli autori dello studio, ha paragonato alla scia di una barca su un lago. Mentre il pianeta ruota attorno alla sua stella, quest’onda assume la forma di un braccio a spirale. La regione in cui si vede una sorta di nodo giallo brillante vicino al centro dell’immagine di AB Aurigae mostra proprio questo tipo di disturbo a una distanza dalla stella che è più o meno quella di Nettuno dal Sole.
Anne Dutrey, anche lei del LAB e tra gli autori dello studio, ha aggiunto che quel nodo giallo brillante corrisponde al collegamento tra due spirali, una che si sta avvolgendo verso l’interno dell’orbita del pianeta e l’altra che si sta espandendo verso l’esterno. Esse permettono al gas e alla polvere del disco di accumularsi nel pianeta in formazione per farlo crescere.
Questo studio è basato su fotografie dirette del sistema di AB Aurigae, non su su onde elettromagnetiche captate da un radiotelescopio per poi ricostruire un’immagine. Ciò significa che questa potrebbe essere la prima prova diretta di un pianeta in formazione. Ulteriori osservazioni verranno condotte perché diventa più che mai importante confermare questo risultato e cercare di ottenere qualche stima sulla massa di quel protopianeta. Tutto ciò aiuterà anche a capire meglio i processi di formazione planetaria.

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