Uova stellari scoperte nella nube molecolare del Toro

Le uova stellare viste da ALMA
Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” e uno sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”, riportano un censimento di quelli che sono stati definiti embrioni stellari nella nube molecolare del Toro. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per osservare 32 oggetti prestellari e 7 protostelle che offrono nuove informazioni sui processi che portano alla nascita delle stelle. Uno degli articoli è concentrato sulla scoperta di un deflusso bipolare formato da una coppia di flussi di gas che potrebbero essere gli indizi della nascita di una stella.

La nube molecolare del Toro è una regione in cui sono in corso processi di formazione stellare e per questo motivo è già stata l’obiettivo di molte osservazioni. Le concentrazioni di gas e polveri che si raggrumano per formare nuove stelle costituiscono un problema per questi studi perché filtrano molte lunghezze d’onda elettromagnetiche. Il radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), inaugurato nel marzo 2013, è molto utile perché è in grado di rilevare alcune delle lunghezze d’onda che passano attraverso quei materiali.

Per questo studio, i ricercatori hanno usato solo le 12 antenne da 7 metri di ALMA, quello che viene chiamato ALMA-ACA (Atacama Compact Array) o array Morita, non l’intero array che include anche 54 antenne da 12 metri. Ciò perché il radiotelescopio completo ha problemi nell’osservazione di oggetti senza attributi precisi come quelle che sono state definite “uova stellari” mentre l’array Morita permette di vedere oggetti con una struttura regolare. Grazie a questa scelta, il team guidato dall’astronomo Kazuki Tokuda della Osaka Prefecture University e del National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) ha potuto ottenere informazioni sulla struttura interna di quelle uova.

L’immagine (ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Tokuda et al., ESA/Herschel) mostra un’immagine agli infrarossi della nube molecolare del Toro vista dall’osservatorio spaziale Herschel. I cerchietti indicano le uova stellari, ingrandite nei riquadri che mostrano le osservazioni del radiotelescopio ALMA.

Le osservazioni hanno evidenziato una differenza tra due diversi gruppi di oggetti data dalla densità del gas all’interno dei loro nuclei. Quando la densità all’interno di un nucleo supera la soglia di circa un milione di molecole di idrogeno per centimetro cubo la forza di gravità porta un uovo a trasformarsi in una stella. Nel caso di uno degli oggetti studiati, i ricercatori hanno notato un flusso debole ma chiaro di gas dai poli. Ciò corrisponde al processo previsto proprio prima della nascita di una stella. Si tratta del primo oggetto a quello stadio di formazione scoperto nella nube molecolare del Toro mentre altri candidati sono stati trovati in altre regioni di formazione stellare.

Le diverse caratteristiche dei vari oggetti, che hanno portato alla suddivisione dei nuclei censiti in 32 oggetti prestellari e 7 protostelle, mostra alcune tra le primissime fasi della formazione stellare. Per questo motivo, i ricercatori ritengono che questo censimento offre motivi per una serie di studi mirati. In alcuni casi come alcuni possibili oggetti molto vicini al momento della nascita di una stella, l’utilizzo dell’intero array del radiotelescopio ALMA potrebbe essere utile. In altri casi, altri strumenti potrebbero raccogliere emissioni ad altre lunghezze d’onda.

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