È un successo il lancio della missione cinese Chang’e 5 per prelevare campioni di suolo lunare da riportare sulla Terra

L'inizio della missione Chang'e 5 (Immagine cortesia CGTN)
L’inizio della missione Chang’e 5 (Immagine cortesia CGTN)

Poche ore fa è stata lanciata con successo la missione Chang’e 5. Un razzo vettore Long March 5 è decollato dal centro spaziale di Wenchang e dopo circa 36 minuti un orbiter e un lander si sono separati dall’ultimo stadio del razzo per cominciare il loro viaggio verso la Luna. Lo scopo è di prelevare campioni del suolo lunare da riportare sulla Terra.

La missione Chang’e 5 inizia con circa tre anni di ritardo a causa del fallimento del lancio che utilizzava un razzo vettore Long March 5, il più potente prodotto dalla Cina. La missione Chang’e 5-T1, che aveva lo scopo di testare varie tecnologie necessarie per riportare campioni lunari sulla Terra era stata condotta con successo quasi esattamente sei anni fa.

Questa missione prevede l’allunaggio di un lander vicino a Mons Rümker, una formazione vulcanica nella grande regione chiamata Oceanus Procellarum, il più grande dei “mari” della Luna. Si tratta di una regione relativamente giovane, con un’età stimata attorno a un miliardo e duecento milioni di anni. Le missioni americane Apollo e i lander sovietici avevano prelevato campioni in regioni molto più antiche, con un’età superiore a tre miliardi e mezzo di anni.

Il lander della missione Chang’e 5 è dotato di vari strumenti per catturare immagini dell’area in cui condurrà la sua missione e per compiere alcune analisi del suolo direttamente sul posto. Il compito più importante rimane quello di prelevare campioni di suolo, fino a 2 kg trivellando il terreno fino a circa 2 metri sotto la superficie. Un altro veicolo sceso sulla Luna assieme al lander decollerà per trasportare i campioni fino all’orbiter, che a quel punto inizierà il viaggio di ritorno.

Questo lavoro verrà compiuto durante un giorno lunare, equivalente a circa 14 giorni terrestri. Per questo motivo, il lander non è progettato per sopravvivere alle condizioni presenti durante la notte, con freddo intenso e buio. Ciò perché la missione Chang’e 5 è concentrata sul prelievo di campioni da riportare sulla Terra, non è una missione a lungo termine come quelle iniziate negli anni scorsi dalla Cina con lander e rover progettati per lavorare per molto tempo in tutte le condizioni lunari.

Le dichiarazioni ufficiali provenienti dall’agenzia spaziale cinese citano collaborazioni internazionali. L’ESA collabora alla missione Chang’e 5 con la stazione di Kourou, nella Guiana Francese, che supporta il tracciamento della navicella nel corso del suo viaggio. Tuttavia, le autorità cinesi non sono esattamente famose per la loro apertura e tendono a offrire informazioni limitate anche riguardo alle loro missioni spaziali.

Il programma spaziale cinese è molto ambizioso tra missioni automatizzate e altre con astranauti, o taikonauti, una stazione spaziale e una base lunare. Nonostante i ritardi, il programma sta andando avanti passo dopo passo e se la missione Chang’e 5 avrà successo, i cinesi procederanno con veicoli automatizzate ancor più sofisticati.

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