February 2021

La prima immagine di Marte catturata dal Mars Rover Perseverance (Foto NASA/JPL-Caltech)

Poche ore fa il Mars Rover Perseverance e l’elicottero Ingenuity sono atterrati con successo su Marte, nel cratere Jezero. Lanciati il 30 luglio 2020, si tratta dei due veicoli della missione Mars 2020 della NASA. Con la sua tonnellata abbondante di peso sulla Terra, Perseverance supera anche il Mars Rover Curiosity, di cui è un’evoluzione. Per almeno un anno marziano, esaminerà l’area di un cratere molto interessante dal punto di vista geologico raccogliendo campioni che potranno essere riportati sulla Terra da una missione futura.

Il spaziale Progress MS-16 al decollo su un razzo vettore Soyuz-2.1a (Immagine NASA TV)

Poche ore fa la navicella spaziale Progress MS-16 è decollata su un razzo vettore Soyuz-2.1a dal cosmodromo kazako di Baikonur. Dopo circa nove minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Il cargo spaziale ha iniziato la missione di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale indicata anche come Progress 77 o 77P. In questa missione, la rotta utilizzata è quella che richiede circa due giorni di viaggio.

L'ammasso globulare NGC 6397 visto da Hubble (Immagine NASA, ESA, and T. Brown and S. Casertano (STScI) Acknowledgement: NASA, ESA, and J. Anderson (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta prove della presenza di un gruppo di buchi neri nell’ammasso globulare NGC 6397. Eduardo Vitral e Gary A. Mamon dell’Institut d’Astrophysique de Paris (IAP) hanno usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble e la sonda spaziale Gaia per studiare il nucleo di NGC 6397 aspettandosi di trovare prove della presenza di un buco nero di massa intermedia che costituiva una massa nascosta ma le analisi dei movimenti delle stelle all’interno dell’ammasso hanno indicato la presenza di vari buchi neri di massa stellare.

Farfarout (2018 AG37) visto il 15 gennaio 2018 dal telescopio Subaru (Immagine cortesia S. Sheppard)

Un team di astronomi ha annunciato di aver ottenuto osservazioni che confermano che 2018 AG37, soprannominato Farfarout, è il corpo celeste più lontano dal Sole all’interno del sistema solare. Scott Sheppard della Carnegie Institution for Science e i suoi colleghi Chad Trujillo e David Tholen sono specialisti nelle ricerche di corpi celesti nella Fascia di Kuiper e avevano individuato quest’oggetto già nel 2018. Tuttavia, la distanza è tale che c’erano incertezze sulle sue misurazioni e solo ora gli astronomi hanno annunciato che ora è a una distanza dal Sole stimata attorno a 132 volte quella della Terra. La sua distanza supera quella di 2018 VG18, soprannominato Farout, scoperto dagli stessi astronomi.