Uova stellari si sono formate anche nelle condizioni caotiche vicine al centro della Via Lattea

Alcuni deflussi che indicano un'origine da protostelle
Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di quattro massicce nubi molecolari nell’area centrale della Via Lattea con tracce di formazione stellare in una zona che era considerata troppo caotica perché ciò potesse avvenire. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per esaminare la cosiddetta zona molecolare centrale della Via Lattea scoprendo oltre 800 di quelle che vengono considerate uova stellari, cioè nuclei densi di gas e polvere. ALMA ha permesso di rilevare 43 deflussi energetici di materiali con caratteristiche associate alla formazione stellare, un’ulteriore prova di ciò che sta avvenendo in quell’area.

Secondo i modelli di formazione stellare, all’interno delle nubi molecolari servono alcune condizioni perché le stelle vi possano nascere. Nella zona molecolare centrale della Via Lattea, entro un raggo di circa mille anni luce dal centro galattico, quelle condizioni non dovrebbero esserci. Al contrario, forze di marea, potenti campi magnetici, particelle energetiche e frequenti supernove dovrebbero aver inibito da tempo la formazione stellare in quell’area. L’unica regione di formazione stellare conosciuta finora in quell’area era Sagittario B2 (Sgr B2). Di conseguenza, gli astronomi che hanno trovato tracce di formazione stellare in altre nubi molecolari di quell’area sono rimasti sorpresi.

I ricercatori hanno sfruttato la potenza e sensibilità del radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), inaugurato nel marzo 2013, per indagare dove altri studi avevano concluso che l’ambiente fosse troppo duro per permettere la formazione stellare. La loro ricerca è stata fruttuosa con la scoperta di oltre 800 nuclei densi di gas e polvere. Si tratta di nuclei che col passare del tempo attraggono altri materiali fino a raggiungere la massa critica che innesca la fusione nucleare. Per questo motivo sono considerati uova stellari.

Una scoperta del genere richiedeva conferme perciò i ricercatori hanno continuato a osservare quelle nubi molecolari con il radiotelescopio ALMA scoprendo 43 deflussi di materiali carichi di energia al loro interno. Le caratteristiche di quei deflussi sono associate strettamente alla formazione stellare perciò questa viene considerata una prova che nuove stelle stanno effettivamente nascendo in un’area in cui ciò sembrava davvero improbabile. L’immagine (ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Lu et al.) mostra una composizione di alcuni deflussi che indicano un’origine da protostelle.

Un mistero è rappresentato dalla scoperta di soli 43 deflussi associati alla formazione stellare con oltre 800 oggetti che sembrano uova stellari. Ciò potrebbe significare che quei nuclei protostellari sono in una fase davvero iniziale della loro formazione perciò i deflussi cominceranno più avanti. Altri deflussi potrebbero essere invisibili perfino ad ALMA.

Ciò che emerge da questo studio è un’attività di formazione stellare simile a quella osservata relativamente vicino al sistema solare, lontano dal centro della Via Lattea e dal caos di quell’area. I ricercatori intendono continuare a studiare i dati raccolti per capire meglio i processi in atto nella zona molecolare centrale della Via Lattea. Capire le differenze rispetto ai processi di formazione stellare in altre aree meno caotiche aiuterà a capire meglio le condizioni in cui possono avvenire.

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