Dettagli della Nebulosa Velo visti grazie a nuove tecniche di elaborazione delle immagini

Parte della Nebulosa Velo (Immagine ESA/Hubble & NASA, Z. Levay)
Parte della Nebulosa Velo (Immagine ESA/Hubble & NASA, Z. Levay)

Una fotografia di una parte della Nebulosa Velo catturata dal telescopio spaziale Hubble offre una nuova vista di questi resti di supernova dopo l’applicazione di nuove tecniche di elaborazione. La Nebulosa Velo è già stata al centro di osservazioni, analisi ed elaborazioni delle immagini ottenute perché quei resti formano una vasta nebulosa diffusa che è formata da diverse parti catalogate con diverse sigle e conosciute con diversi nomi. Questa nebulosa costituisce a sua volta solo la parte visibile del Cerchio del Cigno dato che questi resti di supernova devono essere osservati in una gamma più ampia dello spettro elettromagnetico per essere rilevati completamente.

Il Cerchio del Cigno ha un’età stimata in circa 10.000 anni e alcune sue caratteristiche hanno reso difficile misurarne la distanza. Le informazioni incluse nella descrizione della nuova immagine, la Nebulosa Velo è distante circa 2.100 anni luce dalla Terra e secondo le stime più recenti l’intero Cerchio del Cigno ha un diametro di circa 130 anni luce.

La stella progenitore aveva una massa stimata attorno alle 20 volte quella del Sole perciò ha consumato il suo idrogeno a una velocità rapidissima e ha terminato la sua vita in una supernova. L’espulsione degli strati esterni della stella è cominciata prima dell’esplosione e la successiva onda d’urto generata dalla supernova con l’espulsione di altri materiali a velocità elevatissima ha generato il vasto insieme di nebulose conosciuto oggi.

Il telescopio spaziale Hubble è tra i tanti strumenti utilizzati nel corso del tempo per studiare le varie parti del Cerchio del Cigno. La Nebulosa Velo è più semplice da osservare perché è la sua parte visibile a frequenze ottiche. Vari filtri sono stati applicati per ottenere dettagli di questa nebulosa con miglioramenti ottenuti nel tempo grazie ai nuovi strumenti installati su Hubble come la Wide Field Camera 3 (WF3) usata per le immagini più recenti.

Anche le tecniche di elaborazione delle immagini sono migliorate nel corso del tempo e in questo caso ciò ha permesso di ottenere altri dettagli dei filamenti di gas ionizzato della nebulosa. Nell’immagine, l’ossigeno doppiamente ionizzato è rappresentato in blu, l’idrogeno e l’azoto ionizzati sono rappresentati in rosso. La nuova elaborazione rende l’immagine ancor più spettacolare e dal punto di vista scientifico la migliora offrendo nuove informazioni sui processi in atto millenni dopo una supernova in resti che si stanno disperdendo nello spazio interstellare.

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