Uno studio della culla di stelle nella grande nube molecolare W49A

La nube molecolare W49A vista a onde radio e infrarossi (Immagine DePree, et al.; Sophia Dagnello, NRAO/AUI/NSF; Spitzer/NASA)
La nube molecolare W49A vista a onde radio e infrarossi (Immagine DePree, et al.; Sophia Dagnello, NRAO/AUI/NSF; Spitzer/NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta lo studio di una culla di stelle nella grande nube molecolare catalogata come W49A. Un team di astronomi guidato dal professor Christopher De Pree dell’Agnes Scott College ha confrontato nuove osservazioni condotte con il VLA (Very Large Array) agli infrarossi e alle onde radio dell’area centrale di W49A con osservazioni condotte con lo stesso radiotelescopio tra il 1994 e il 1995. Il risultato è l’individuazione di nuove attività con movimenti supersonici di gas in tre regioni e un getto ad alta velocità in una regione.

Lontana circa 36.000 anni luce dalla Terra, la nube molecolare catalogata come W49A è un’enorme area contenente varie regioni piene di idrogeno molecolare in cui ci sono le condizioni per la formazione stellare. Per questo motivo, è oggetto di osservazioni da decenni con strumenti sempre più sofisticati, incluso il radiotelescopio VLA. Seguire processi come la formazione stellare richiede tempi estremamente lunghi ma qualche decennio può già mostrare alcuni cambiamenti interessanti dal punto di vista scientifico.

Il professor Christopher De Pree è un veterano di queste ricerche e nel 1997 condusse uno studio sulla nube molecolare W49A assieme ai colleghi David Mehringer e William Goss i cui risultati vennero pubblicati su “The Astronomical Journal”. Si tratta di uno studio basato sulle osservazioni condotte con il radiotelescopio VLA tra il 1994 e il 1995.

De Pree e Goss hanno ora condotto un nuovo studio assieme ad altri colleghi che include osservazioni condotte con il VLA tra il 2015 e il 2016. Altri dati sono stati raccolti nel 2015 con un altro radiotelescopio, il francese NOEMA (Northern Extended Millimeter Array), il più potente strumento di questo tipo nell’emisfero settentrionale a lunghezze d’onda millimetriche.

Il risultato del confronto tra osservazioni condotte a vent’anni di distanza è la scoperta di getti ad alta velocità in una regione della nube molecolare W49A e gas che si muovono a velocità supersonica in tre regioni diverse. In una regione c’è stata un’inaspettata riduzione della luminosità alle onde radio. L’immagine in basso (DePree, et al.; Sophia Dagnello, NRAO/AUI/NSF) mostra W49A vista dal radiotelescopio VLA con un ingrandimento di regioni in cui il gas di idrogeno è ionizzato dalle radiazioni ultraviolette provenienti da giovani stelle.

Per ottenere maggiori dettagli sui processi di formazione stellare in atto nella nube molecolare W49A e sulle interazioni tra le giovani stelle al suo interno e il resto della nube, gli astronomi intendono continuare le loro osservazioni. Sono ricerche davvero a lungo termine dato che riguardano processi che dal punto di vista umano sono estremamente lenti.

La nube molecolare W49A vista dal radiotelescopio VLA con un ingrandimento di regioni in cui il gas di idrogeno è ionizzato dalle radiazioni ultraviolette provenienti da giovani stelle

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