May 2021

I 118 ammassi galattici del programma CHEX-MATE

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta un riassunto dei lavori del programma CHEX-MATE (Cluster HEritage project with XMM-Newton – Mass Assembly and Thermodynamics at the Endpoint of structure formation) che include uno studio di un campione di 118 ammassi galattici selezionati attentamente. La collaborazione CHEX-MATE ha osservato quegli ammassi galattici con il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA in un programma di osservazioni della durata totale di 3 milioni di secondi.

Un diagramma della NASA della locazione dello strumento PWS e dell'antenna in comune con lo strumento PRA

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sulle deboli onde di plasma interstellare rilevate dalla sonda spaziale Voyager 1 della NASA. Un team di ricercatori guidato da Stella Koch Ocker della Cornell University ha usato una serie di rilevazioni condotte dalla Voyager 1 mentre ha percorso una distanza totale che è circa dieci volte la distanza media della Terra dal Sole che fornisce un’idea delle caratteristiche del plasma interstellare quando non viene alterato da eventi legati all’attività solare.

La sonda spaziale OSIRIS-REx durante i preparativi (Foto NASA/Dimitri Gerondidakis)

La NASA ha confermato che la sua sonda spaziale OSIRIS-REx ha lasciato l’asteroide Bennu dopo oltre due anni di studio. Infatti, l’aveva raggiunto il 3 dicembre 2018. Oltre ai dati raccolti con i suoi strumenti, OSIRIS-REx riporterà sulla Terra un contenitore contenente i campioni di Bennu raccolti il 20 ottobre 2020. Il viaggio di ritorno sarà lungo perché l’arrivo è previsto per il 24 settembre 2023.

Viste della supernova 2019yvr e della probabile stella progenitore

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sulla supernova di tipo Ib catalogata come 2019yvr e sulla stella progenitore, che è avvolta da strati di idrogeno che non ci si aspetta in quel tipo di supernova. Un team di ricercatori guidato da Charles Kilpatrick, postdoc alla Northwestern University, ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble poco più di due anni e mezzo prima della supernova per esaminare la stella progenitore, una supergigante gialla con caratteristiche ben diverse da quelle che generalmente generano una supernova di tipo Ib. Una possibilità riguardante l’idrogeno mancante nella supernova è che sia stato strappato a questa stella da una compagna.

La nube molecolare W49A vista a onde radio e infrarossi (Immagine DePree, et al.; Sophia Dagnello, NRAO/AUI/NSF; Spitzer/NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta lo studio di una culla di stelle nella grande nube molecolare catalogata come W49A. Un team di astronomi guidato dal professor Christopher De Pree dell’Agnes Scott College ha confrontato nuove osservazioni condotte con il VLA (Very Large Array) agli infrarossi e alle onde radio dell’area centrale di W49A con osservazioni condotte con lo stesso radiotelescopio tra il 1994 e il 1995. Il risultato è l’individuazione di nuove attività con movimenti supersonici di gas in tre regioni e un getto ad alta velocità in una regione.