September 2021

Illustrazione artistica che confronta le dimensioni di Terra, TOI-1634b e TOI-1685b (Immagine cortesia Astrobiology Center)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta uno studio su due super-Terre “nude” in quanto prive di un’atmosfera primordiale. Un team di ricercatori ha usato il telescopio Subaru e altri strumenti per uno studio mirato su due candidati esopianeti scoperti dal telescopio spaziale TESS della NASA e classificato come TOI-1634b e TOI-1685b. Entrambi i candidati sono stati confermati e hanno mostrato alcune caratteristiche in comune dato che si tratta di super-Terre che orbitano molto vicine alle loro stelle, entrambe nane rosse, prive di un’atmosfera primordiale. Il loro studio aiuterà a capire l’evoluzione delle atmosfere di pianeti rocciosi caldi.

La Grande Macchia Rossa con i cerchi verdi che indicano le aree dove sono state rilevate le variazioni delle velocità dei venti

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” riporta uno studio sui cambiamenti avvenuti nei venti presenti nella celebre Grande Macchia Rossa sul pianeta Giove. Un team di ricercatori ha analizzato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble tra il 2009 e il 2020 per concludere che i venti nella zona esterna della Grande Macchia Rossa stanno accelerando. Al contrario, i venti vicini alla regione più interna della colossale tempesta gioviana stanno rallentando.

Alcune galassie galassie dell'ammasso della Fornace viste dalla DECam

Un’immagine catturata dalla Dark Energy Camera (DECam) mostra alcune galassie dell’ammasso della Fornace. Le galassie NGC 1399 e NGC 1404 sono due delle più luminose dell’ammasso e la loro gravità le sta facendo avvicinare al punto che potrebbero esserci già delle interazioni. La galassia nana irregolare NGC 1427A, nell’angolo sinistro nell’immagine in alto, sta subendo ancor di più l’attrazione gravitazionale dell’ammasso e si sta spostando verso il suo cuore. Secondo gli astronomi finirà per essere distrutta in un futuro lontano milioni di anni.

L'Anello Fuso visto da Hubble (Immagine Anastasio Díaz-Sánchez (Universidad Politécnica de Cartagena))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sull’anello di Einstein soprannominato Anello Fuso per il suo aspetto “liquido” e perché è stato individuato nella costellazione della Fornace. Un team di ricercatori ha utilizzato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble e con lo strumento FORS 2 sul VLT in Cile dell’oggetto formalmente classificato come GAL-CLUS-022058s per studiare le sue caratteristiche fisiche. L’anello è in realtà una galassia la cui luce è stata distorta da una lente gravitazionale e, secondo le conclusioni dello studio, è lontana circa 9,4 miliardi di anni luce dalla Terra.

Distribuzione di diverse molecole mappate nei dischi protoplanetari attorno alle stelle AS 209 e HD 163296

Una serie di articoli pubblicati sulla rivista “Astrophysical Journal Supplement Series” riporta la rilevazioni di molecole organiche potenzialmente importanti per la nascita di forme di vita in alcuni dischi protoplanetari. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA all’interno del programma MAPS. ALMA ha permesso di rilevare le emissioni di molecole come cianoacetilene, acetonitrile e ciclopropenilidene nei dischi delle giovani stelle IM Lupi, GM Aurigae, AS 209, HD 163296 e MWC 480. Questi composti organici sono precursori di molecole più complesse importanti in processi biologici e alcuni sono simili a quelli che si sono formati nel sistema solare.