I primi campioni di roccia marziana esaminati dal Mars Rover Perseverance suggeriscono una presenza d’acqua per milioni di anni

La roccia Rochette (Immagine NASA/JPL-Caltech)
La roccia Rochette (Immagine NASA/JPL-Caltech)

La NASA ha pubblicato i primi risultati dell’esame dei primi due campioni di roccia raccolti nei giorni scorsi dal Mars Rover Perseverance nel cratere Jezero sul pianeta Marte. Dopo la delusione del mese scorso, con il fallimento del primo tentativo di prelievo di un campione di una roccia che si è rivelata troppo friabile, sono arrivati due successi. Una roccia soprannominata Rochette si è rivelata adatta e Perseverance ha avuto successo nel prelievo di un campione soprannominato Montdenier il 6 settembre e un campione soprannominato Montagnac l’8 settembre. L’indicazione più interessante è che nell’area c’è stata acqua per un lungo periodo in cui l’ambiente era potenzialmente abitabile.

Arrivato su Marte il 18 febbraio 2021, il Mars Rover Perseverance è parte della missione Mars 2020 della NASA. In questa fase iniziale, l’elicottero Ingenuity ha goduto di particolare attenzione perché si tratta del primo veicolo volante inviato sul pianeta Marte. Tuttavia, anche Perseverance ha cominciato la sua missione scientifica nel cratere Jezero, un luogo molto interessante dal punto di vista geologico perché era un lago ma molte domande rimangono ancora e serve un rover sul posto per trovare alcune risposte.

I campioni prelevati dalla roccia Rochette sono i primi ottenuti da una roccia basaltica che potrebbe essere il prodotto di flussi di lava generati da un’antica attività vulcanica. La presenza di minerali cristallini in questo tipo di roccia può favorire una datazione radiometrica. Ciò aiuterebbe a ricostruire la cronologia degli eventi collegati all’evoluzione dell’ambiente nel cratere Jezero.

Una delle domande riguardanti il lago esistito nel cratere Jezero riguarda la durata della sua esistenza. In un’epoca remota in cui l’acqua liquida era comune su Marte, un’alluvione avrebbe potuto riempire quel cratere per poi seccarsi nel giro di qualche decennio. I campioni della roccia Rochette hanno fornito le prime risposte da questo punto di vista mostrando un livello di alterazione che suggerisce una presenza d’acqua per un tempo molto più lungo anche se è stata possibile solo una vaga stima di milioni di anni.

Tra le alterazioni trovate nei campioni di rocce c’è la presenza di sali. Probabilmente, sono rimasti quando l’acqua è evaporata. La loro presenza è interessante anche perché potrebbero aver intrappolato piccolissime bolle dell’acqua che scorreva nel lago. Sulla Terra i sali aiutano anche a conservare tracce di vita.

In realtà, non c’è un’assoluta certezza che la roccia Rochette fosse sul fondo del lago e non sia stata portata lì da altri flussi d’acqua o dal vento. È il motivo per cui è necessario prelevare campioni da più rocce che possano fornire un quadro più ampio a livello geologico e idrologico anche con l’identificazione di eventuali rocce trasportate da altri luoghi.

I prossimi tentativi di raccolta di campioni verranno condotti in un’altra area, soprannominata South Séítah. Essa è a soli 200 metri dalla roccia Rochette ma dovrebbero esserci differenze importanti a livello geologico. L’area appena esplorata contiene probabilmente uno degli strati più recenti del cratere Jezero mentre a South Séítah il Mars Rover Perseverance dovrebbe avere accesso a uno strato molto più antico.

I campioni più interessanti verranno sigillati in piccoli contenitori di titanio che verranno lasciati per essere raccolti in una futura missione che avrà lo scopo di riportarli sulla Terra. Gli strumenti di analisi del Mars Rover Perseverance sono sofisticati ma solo i laboratori sulla Terra possono condurre analisi complete per ottenere tutte le informazioni possibili sulla storia di un pianeta che, quand’era giovane, era molto più simile alla Terra.

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