2021

Concetto artistico della superficie di un pianeta Hycean (Immagine cortesia Amanda Smith, Università di Cambridge)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio che propone un nuovo tipo di pianeta abitabile che è stato chiamato Hycean. Nikku Madhusudhan, Anjali A. A. Piette e Savvas Constantinou dell’istituto di astronomia dell’Università britannica di Cambridge sono partiti dallo studio dell’esopianeta K2-18b per sostenere che alcuni pianeti con condizioni tra quelle delle super-Terre e dei mini-Nettuno possono essere coperti di oceani e avere atmosfere ricche di idrogeno offrendo la possibilità di sviluppo di forme di vita basate sul carbonio. Questi pianeti Hycean potrebbero essere potenzialmente abitabili anche orbitando all’esterno di quella che comunemente viene considerata l’area abitabile di un sistema stellare.

Viste dell'asteroide 2021 PH27

È arrivato l’annuncio della scoperta dell’asteroide 2021 PH27, che ha il periodo orbitale più breve tra gli asteroidi conosciuti con circa 113 giorni terrestri. L’astronomo Scott S. Sheppard della Carnegie Institution of Science l’ha individuato nei dati raccolti dalla Dark Energy Camera (DECam), uno strumento progettato per ricerche cosmologiche che in varie occasioni si è rivelato utile anche per altre ricerche astronomiche. In questo caso, le immagini sono state catturate da Ian Dell’Antonio and Shenming Fu della Brown University il 13 agosto 2021. L’orbita di 2021 PH27 probabilmente non è stabile sul lungo periodo e studiare quest’asteroide aiuterà a capire i movimenti di oggetti con orbite vicine a quella del pianeta Mercurio.

Frammenti della cometa C/2019 Y4 (ATLAS) visti da Hubble

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomical Journal” riporta i risultati di uno studio sulla cometa C/2019 Y4 (ATLAS) la cui conclusione è che si tratta di un frammento di una cometa più grande il cui passaggio potrebbe essere stato visto sulla Terra circa 5.000 anni fa. Un team di ricercatori guidato dall’astronomo Quanzhi Ye dell’Università del Maryland a College Park ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble per esaminare questa cometa e la sua orbita. In effetti, ora si tratta di vari frammenti ed è possibile che la progenitrice abbia dato origine a un’intera famiglia di comete. L’astrofilo Maik Meyer ha individuato una correlazione con C/1844 Y1, soprannominata la Grande Cometa del 1844.

La Via Lattea, il braccio del Sagittario e la "scheggia"

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di una struttura anomala nel braccio del Sagittario della Via Lattea. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Spitzer della NASA e dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA per individuare una struttura lunga circa 3000 anni luce che ha un orientamento notevolmente diverso da quello del resto del braccio del Sagittario. Strutture del genere sono state individuate in altre galassie ma è la prima volta che una di esse viene individuata all’interno della Via Lattea. Non si tratta di una sorpresa dato che è difficile studiare strutture della galassia così grandi dal suo interno.

La galassia Hercules A

Una serie di dieci articoli in pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta i risultati dell’attività della rete LoFar con le sue 70.000 antenne con dettagli mai visti di varie galassie a frequenze radio. Un team di astronomi che include vari ricercatori dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e dell’Università di Bologna ha pubblicato questi risultati costituiti da immagini astronomiche ottenute sfruttando al meglio le capacità della rete LoFar. Ciò ha permesso di ottenere immagini venti volte più nitide delle precedenti generate da LoFar.