2022

Giove visto attraverso tre filtri applicati allo strumento NIRCam del telescopio spaziale James Webb

La NASA ha pubblicato alcune foto di Giove catturate dal telescopio spaziale James Webb che offrono nuove informazioni sui processi in atto all’interno del più grande pianeta del sistema solare. La combinazione di diversi filtri infrarossi porta a vari risultati che permettono di apprezzare nuovi dettagli di Giove. I colori sono diversi da quelli reali proprio perché Webb li ha rilevati usando filtri infrarossi ma i risultati sono molto interessanti per le informazioni che offrono su tempeste, aurore e vari processi in atto sul pianeta e al suo interno. Alcune immagini includono anche i suoi anelli e alcune delle sue lune.

Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale per terminare la missione CRS-25 (Immagine NASA)

Nella notte italiana la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-25 (Cargo Resupply Service 25) per conto della NASA ammarando senza problemi al largo della costa della Florida. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale venerdi. Per SpaceX, era la quinta missione del secondo contratto con la NASA per trasportare rifornimenti alla Stazione con la nuova versione del cargo Dragon.

Poco dopo l’ammaraggio, la nave di SpaceX è andata a recuperare la Dragon per trasportarla fino alla costa. I carichi riportati sulla Terra verranno consegnati alla NASA entro poche ore. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 16 luglio 2022.

Al centro le stelle R136a1, R136a2 e R136a3 viste dallo strumento Zorro alla luce visibile

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla stella R136a1, forse la più massiccia conosciuta. Un team di ricercatori ha spinto ai suoi limiti lo strumento Zorro montato sul telescopio Gemini Sud per osservare R136a1, o RMC 136a1. I risultati suggeriscono che sia meno massiccia rispetto alle stime precedenti, che arrivavano anche a oltre 300 volte la massa del Sole. Rimane un colosso dato che la nuova stima ha un picco di probabilità a 196 volte la massa del Sole. Anche due “sorelle” potrebbero essere meno massicce di quanto stimato in precedenza dato che questo studio stima la massa della stella R136a2 a circa 151 volte quella del Sole e la massa della stella R136a3 a circa 155 volte quella del Sole. Capire meglio queste stelle così enormi aiuta a prevedere meglio la loro fine e gli elementi chimici che verranno creato in quella fase.

Concetto artistico di pianeta simile a Nettuno che orbita attorno a una stella di classe A (Immagine cortesia Steven Giacalone, UC Berkeley)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sull’esopianeta HD 56414 b, un nettuniano caldo scoperto in orbita attorno a una stella di classe A che ha una massa quasi doppia rispetto a quella del Sole. Un team di ricercatori ha usato rilevazioni condotte dal telescopio spaziale TESS della NASA per trovare un candidato esopianeta successivamente verificato grazie a osservazioni mirate condotte con altri strumenti. Si tratta di una rara combinazione dato che di solito queste stelle massicce hanno pianeti giganti come Giove o perfino più massicci.

Le fasi del Grande Oscuramento di Betelgeuse

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta un’analisi della situazione della stella Betelgeuse che esamina la sua ripresa dopo quello che è stato definito il Grande Oscuramento. Un team di ricercatori ha usato una serie di strumenti che includono il telescopio spaziale Hubble e altri osservatori al suolo e nello spazio per ricostruire la storia di quell’evento e per esaminarne le conseguenze. Betelgeuse sta tornando quella di qualche anno fa ma non esattamente perché la colossale espulsione di massa coronale, confermata ancora una volta da questo studio, che ha causato il Grande Oscuramento ha anche alterato cicli stellari che esistevano da almeno due secoli.