2022

Collisioni a 13,6 TeV rilevate dall'esperimento ATLAS di LHC (Immagine cortesia Collaborazione ATLAS/CERN)

Il CERN ha annunciato che nel corso del pomeriggio di ieri i rilevatori del Large Hadron Collider (LHC) hanno iniziato a rilevare collisioni tra particelle a un’energia che ha raggiunto i 13,6 TeV (Tera-elettronVolt). Si tratta di livelli di energia mai raggiunti prima, i quali segnano l’inizio della Run 3, la terza campagna di ricerca di LHC.

Alla fine di aprile, dopo il Long Shutdown 2, il periodo di oltre tre anni in cui c’è stato l’aggiornamento delle apparecchiature di LHC, è cominciata la lenta riaccensione del più grande acceleratore di particelle del mondo. Anche i rilevatori e altri sistemi degli esperimenti di LHC sono stati aggiornati per aumentare la quantità e qualità dei dati che verranno raccolti nella nuova campagna di ricerca.

La galassia CGCG 396-2 (Immagine ESA/Hubble & NASA, W. Keel)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia CGCG 396-2, fuori dal normale grazie ai suoi tanti bracci. Si tratta di una galassia diventata oggetto di interesse da parte del progetto Galaxy Zoo, uno dei progetti astronomici che coinvolgono il pubblico, in questo caso per classificare galassie osservate da vari telescopi. CGCG 396-2 è stata selezionata per osservazioni mirate con Hubble, il cui strumento ACS ha permesso di esaminare i bracci che hanno una configurazione fuori dal normale perché c’è una fusione galattica in atto e di conseguenza una forma inusuale che sta cambiando nel tempo.

La galassia nana ultra-debole Pegasus V

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta l’identificazione di una galassia nana ultra-debole che è stata chiamata Pegasus V vicina alla galassia di Andromeda. Un team di ricercatori ha condotto osservazioni mirate in seguito alla scoperta fatta da un astrofilo e, usando lo strumento GMOS montato sul telescopio Gemini Nord alle Hawaii ha potuto confermare l’esistenza di una galassia nana ultra-debole, piccola e con una luminosità molto limitata. Un risultato interessante delle osservazioni è la presenza molto limitata di elementi più pesanti di idrogeno ed elio, una scoperta che ha portato a concludere che si tratti di una sorta di fossile di una galassia primordiale.

Confronto artistico tra la Terra e l'esopianeta TOI-1807 b (Immagine Nardiello/NASA – Eyes-on-exoplanets)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio dell’esopianeta TOI-1807 b, un pianeta roccioso scoperto nel 2020 grazie al telescopio spaziale TESS della NASA. Un team di ricercatori guidato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell’Università degli studi di Padova ha usato lo spettrografo HARPS-N installato sul Telescopio Nazionale Galileo (TNG) alle Canarie per condurre esami mirati di TOI-1807 b. La conclusione è che si tratta di un esopianeta un po’ più grande della Terra ma la principale peculiarità è che si tratta del più giovane del tipo con un periodo orbitale ultra-breve dato che ha un’età stimata a circa 300 milioni di anni e il suo anno dura circa 13 ore.

Il satellite CAPSTONE al decollo su un razzo Electron (Immagine NASA TV)

Poco fa il satellite CAPSTONE della NASA è stato lanciato su un razzo vettore Electron di Rocket Lab dalla base in Nuova Zelanda. Per circa sei giorni, lo stadio superiore Photon del razzo trasporterà CAPSTONE verso la Luna per poi separarsi e lasciare che compia un viaggio di oltre quattro mesi. Alla fine, questo satellite di classe CubeSat entrerà in una cosiddetta orbita halo quasi rettilinea per studiarne le dinamiche per almeno sei mesi. Si tratta dell’orbita in cui dovrebbe essere immesso il Gateway lunare della NASA, un elemento fondamentale del programma Artemis, perciò è necessario verificare che non vi siano problemi inaspettati, il che include le comunicazioni.