May 2023

Nella parte a sinistra viene mostrato il disco protoplanetario nel 2016 con un'unica ombra (A). Nella parte a destra viene mostrato il dischi nel 2021 con l'ombra già conosciuta, qui contrassegnata come (B), e la nuova ombra (C) generata da un disco interno.

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati di osservazioni del disco protoplanetario che circonda la giovanissima stella TW Hydrae. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble per esaminare i processi in atto e l’evoluzione della formazione planetaria nel sistema. Un protopianeta era stato individuato nel 2016 e ciò aveva aumentato l’interesse per quel disco protoplanetario. Nel 2017 era stata individuata un’ombra che indicava la presenza diun disco interno inclinato rispetto a quello esterno. Ora una seconda ombra sembra provenire da un ulteriore disco nella parte interna del sistema. Ciò significa che potrebbe esserci anche un altro pianeta in fase di formazione.

Concetto artistico di vari atomi in una nube di gas (Immagine ESO/L. Calçada, M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta l’identificazione di nubi di gas risalenti a circa 11 miliardi di anni fa nelle quali sono state scoperte le “impronte digitali” lasciate dall’esplosione delle prime stelle dell’universo. Un team di ricercatori guidato da Andrea Saccardi, studente di dottorato presso l’Osservatorio di Parigi, ha usato il VLT dell’ESO in Cile per ottenere le rilevazioni spettrografiche in cui sono contenute le “firme chimiche” degli elementi contenuti nelle nubi attraversate dalla luce captata dal VLT. Le informazioni ottenute permettono di fare un passo in avanti nella ricostruzione di una parte cruciale della storia primordiale dell’universo.

Il sistema di V1295 Aquilae con il suo disco protoplanetario visto a un mese di distanza dall'array interferometrico del CHARA

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio basato sulle più dettagliate immagini ottenute finora del disco protoplanetario che circonda la giovanissima stella V1295 Aquilae. Un team di ricercatori ha usato l’array del CHARA, il più grande interferometro ottico e infrarosso del mondo, per ottenere in particolare immagini dell’area interna del disco protoplanetario con dettagli mai visti prima. Nonostante ciò, i risultati hanno portato più domande che risposte perché hanno confermato la presenza di strutture nel disco ed emissioni riportate da studi precedenti ma le loro caratteristiche non hanno ancora spiegazioni complete.

Concetto artistico del superbrillamento nel sistema V1355 Orionis (Immagine cortesia National Astronomical Observatory of Japan)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la rilevazione di un superbrillamento nel sistema V1355 Orionis, una coppia di stelle del tipo variabile RS Canum Venaticorum, caratterizzata dalla presenza di una stella più massiccia ed evoluta della compagna. Un team di ricercatori ha usato telescopio spaziali e al suolo per monitorare l’attività del sistema V1355 Orionis, conosciuto per le potenti eruzioni. Ciò ha permesso di ottenere osservazioni continue di questo fenomeno, che è stato generato da un processo chiamato eruzione di prominenza. Questo studio offre nuove informazioni su questi fenomeni stellari che avvengono anche sul Sole, sebbene con forza molto più ridotta.