Circa 200 anni fa il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea ebbe un periodo di intensa attività

L'area attorno a Sagittarius A* (Immagine IXPE: NASA/MSFC/F. Marin et al; Chandra: NASA/CXC/SAO; Image Processing: L.Frattare, J.Major & K.Arcand)
L’area attorno a Sagittarius A* (Immagine IXPE: NASA/MSFC/F. Marin et al; Chandra: NASA/CXC/SAO; Image Processing: L.Frattare, J.Major & K.Arcand)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta le prove che circa 200 anni fa Sagittarius A*, o semplicemente Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, abbia avuto un periodo di intensa attività durante il quale ha inghiottito notevoli quantità di gas e polveri. Un team di ricercatori guidato da Frédéric Marin dell’Osservatorio astronomico di Strasburgo ha usato soprattutto dati raccolti dal telescopio spaziale IXPE per esaminare la polarizzazione della luce nei raggi X emessa da grandi nubi molecolari luminose vicine a Sgr A*. La conclusione è che la loro luminosità fuori dal normale doveva essere dovuta al fatto che si tratta di emissioni riflesse prodotte da una sorta di eruzione potente e di breve durata del buco nero supermassiccio avvenuta circa 200 anni fa.

Sagittarius A* ha una massa stimata a poco più di quattro milioni di volte quella del Sole. È notevole eppure è piccolo e tranquillo rispetto ad altri buchi neri supermassicci, che possono avere masse che sono miliardi di volte quella del Sole e possono essere estremamente attivi, come i quasar.

Alcuni studi avevano già rilevato emissioni di raggi X da parte di nubi molecolari, nubi giganti di gas vicine a Sagittarius A* che di solito sono fredde e scure per cui hanno emissioni deboli. In questo caso, le emissioni avevano un’intensità fuori dal normale e una delle possibili spiegazioni era che riflettono emissioni arrivate in passato dal buco nero supermassiccio. Per provarlo era però necessario uno studio complesso con lo strumento giusto.

Lanciato il 9 dicembre 2021, il telescopio spaziale IXPE (Imaging X-ray Polarimetry Explorer) è una missione in collaborazione tra NASA e ASI (Agenzia Spaziale Italiana) in grado di misurare la polarizzazione della luce nei raggi X, cioè la direzione e l’intensità media del campo elettrico delle onde luminose. IXPE è stato usato per esaminare le nubi molecolari vicine a Sagittarius A* e i dati raccolti sono stati combinati con quelli raccolti dall’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA e vecchie osservazioni condotte con il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA.

I dati messi assieme hanno permesso di isolare il segnale dei raggi X riflessi dalle nubi molecolari e individuare il vero punto d’origine confermando che arrivavano da Sagittarius A*. I ricercatori hanno stimato che quelle emissioni sono state generate circa 200 anni fa dal punto di vista dell’osservatore terrestre. Secondo la ricostruzione, a quell’epoca il buco nero supermassiccio inghiottì una notevole quantità di gas e polveri e per un po’ fu molto luminoso.

Queste conclusioni dei ricercatori non costituiscono la fine delle ricerche su quest’evento. Le osservazioni continueranno per migliorare la precisione delle stime dei tempi dell’evento e ottenere una ricostruzione tridimensionale della distribuzione delle nubi molecolari che circondano Sagittarius A*. Tutto ciò aiuterà a capire meglio le attività passate del buco nero supermassiccio e delle condizioni in cui può entrare in periodi di attività, utili anche per cercare di prevedere eventi futuri di questo tipo.

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