2023

I resti di supernova Cassiopeia A visti dal telescopio spaziale James Webb

Un’immagine dei resti di supernova Cassiopeia A (NASA, ESA, CSA, D. Milisavljevic (Purdue University), T. Temim (Princeton University), I. De Looze (UGent), J. DePasquale (STScI)), o semplicemente Cas A, catturata dal telescopio spaziale James Webb mostra dettagli mai visti prima delle strutture presenti tra i materiali che circondano ciò che rimane della stella progenitrice. Si tratta di dettagli utili agli astronomi per ricostruire i processi che avvengono nelle ultime fasi di vita di una stella massiccia e le conseguenze di una supernova. Elementi generati dalla stella vengono sparsi nello spazio, inclusa della polvere cosmica in quantità che potrebbero spiegarne l’abbondanza scoperta in galassie primordiali.

I due quasar di SDSS J0749+2255 visti da Hubble (Immagine NASA, ESA, Yu-Ching Chen (UIUC), Hsiang-Chih Hwang (IAS), Nadia Zakamska (JHU), Yue Shen (UIUC) )

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di una coppia di galassie in fase di fusione catalogata come SDSS J0749+2255 che ha la peculiarità di ospitare un doppio quasar. Un team di ricercatori guidati dall’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign ha usato vari telescopio spaziali e al suolo per studiare SDSS J0749+2255 di ottenere osservazioni abbastanza dettagliate da distinguere i due quasar, che sono entrambi estremamente brillanti. La difficoltà in queste osservazioni è data anche dal fatto che questa coppia è molto lontana e la vediamo com’era quando l’universo aveva circa tre miliardi di anni e la distanza tra i due buchi neri supermassicci che alimentano i rispettivi quasar è solamente di circa diecimila anni luce.

Il telescopio spaziale Hubble ha osservato la galassia Z 229-15 e la sua peculiare combinazione di caratteristiche

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia Z 229-15. Una combinazione degli strumenti Advanced Camera for Surveys (ACS) e Wide Field Camera 3 (WFC3) con tre filtri diversi è stata usata per ottenere osservazioni che includono emissioni ultraviolette, ottiche e nell’infrarosso vicino. Z 229-15 è una galassia che sfugge a semplici criteri di classificazione perché ha un insieme di caratteristiche che non si trovano normalmente assieme. Il risultato è che corrisponde a diverse definizioni mostrando come a volte classi e sottoclassi di galassie non hanno confini precisi ma ci possono essere intersezioni che rendono valide diverse classificazioni.

Gli anelli di polvere generati dal lampo gamma GRB221009A visti dal telescopio spaziale XMM-Newton (Immagine ESA/XMM-Newton/M. Rigoselli (INAF))

Un numero speciale della rivista “The Astrophysical Journal Letters” è dedicato al lampo gamma catalogato come GRB221009A, indicato fin dalle prime stime delle sue caratteristiche come il lampo gamma del secolo. Diversi team di ricercatori hanno condotto vari tipi di analisi dei dati raccolti da molti strumenti che hanno rilevato in parecchie bande elettromagnetiche le emissioni provenienti da GRB221009A e dal cosiddetto afterglow, cioè i residui delle sue emissioni. L’enorme mole di dati indica che si tratta del più potente lampo gamma mai osservato e offre nuove informazioni su questi fenomeni estremamente energetici. In questo caso, si è trattato di un lampo gamma lungo, probabilmente generato dal collasso del nucleo di una stella massiccia e dalla successiva nascita di un buco nero.

Il protoammasso galattico attorno alla Galassia Ragnatela con il gas del mezzo intra-ammasso in blu (Immagine ESO/Di Mascolo et al.; HST: H. Ford)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati di uno studio sulla formazione di un ammasso di galassie primordiale, osservato nelle sue fasi iniziali. Un team di ricercatori guidato Luca Di Mascolo dell’Università di Trieste ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare il mezzo intra-ammasso, il gas che permea il protoammasso attorno alla galassia MRC 1138-262, conosciuta ocme Galassia Ragnatela, e ha una massa complessiva maggiore di quella delle galassie che lo formano. Le osservazioni del mezzo intra-ammasso in ammassi in fase di formazione sono scarse e ciò rende quelle osservazioni preziose per capire i processi di formazione degli ammassi galattici.