Le basi di DNA ed RNA e parecchi amminoacidi trovati nei campioni dell’asteroide Bennu

Campione dell'asteroide Bennu (Foto cortesia Yasuhiro Oba)
Campione dell’asteroide Bennu (Foto cortesia Yasuhiro Oba)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e uno su “Nature Astronomy” riportano i risultati di esami di campioni dell’asteroide Bennu con la scoperta della presenza di tutte le basi di DNA ed RNA e 14 dei 20 amminoacidi presenti sulla Terra. Due team di ricercatori hanno analizzato questi campioni, i quali sono stati prelevati dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA, che li ha riportati sulla Terra. Mattoni della vita erano stati trovati anche in campioni dell’asteroide Ryugu riportati sulla Terra dalla sonda spaziale Hayabusa 2 e quelli trovati nei campioni riportati da Bennu offre nuove conferme che la Terra possa essere stata “seminata” da asteroidi.

La sonda spaziale OSIRIS-REx ha completato la sua missione il 24 settembre 2023 con l’arrivo sulla Terra dei campioni prelevati negli anni precedenti sull’asteroide Bennu. C’è una collaborazione con la missione giapponese Hayabusa 2 e di conseguenza alcuni campioni sono stati analizzati da un team guidato da Daniel Glavi del Goddard Space Flight Center della NASA che include membri giapponesi che avevano già analizzato campioni dell’asteroide Ryugu come il professor Yasuhiro Oba dell’Università di Hokkaido.

I risultati di questa collaborazione internazionale sono stati pubblicati su “Nature Astronomy” con risultati straordinari dato che hanno scoperto migliaia di composti organici. Quelli più importanti sono certamente adenina, guanina, citosina, timina e uracile, cioè le basi di DNA ed RNA. Anche la presenza di 14 dei 20 amminoacidi presenti sulla Terra è importante dato che anch’essi sono coinvolti nei processi vitali.

Un altro risultato interessante è nell’orientamento delle molecole degli amminoacidi dato che molti possono formarsi con un orientamento a destra o a sinistra. Nei campioni di Bennu ne sono stati trovati con entrambi gli orientamenti in egual misura perciò questa scoperta non chiarisce perché le forme di vita terrestri usino amminoacidi orientati verso sinistra.

I risultati pubblicati su “Nature” da un team guidato da Timothy McCoy del Museo nazionale di storia naturale della Smithsonian Institution, negli USA, possono sembrare meno importanti ma sono comunque interessanti sotto vari punti di vista. Si tratta di sali di diverso tipo che includono fosfati che contengono sodio e carbonati, solfati, cloruri e uoruri ricchi di sodio. Secondo i ricercatori, si sono formati quando una salamoia è evaporata e ciò offere indizi sul tipo di acqua che era presente nel corpo celeste da cui si è formato l’asteroide Bennu.

Vari tipi di salamoia sono stati rilevati nel sistema solare in luoghi come il pianeta nano Cerere, dove anticamente poteva esservi acqua liquida, ed Encelado, la luna di Saturno che ha a tutt’oggi un oceano sotterreaneo di acqua liquida. L’acqua è presente in abbondanza nel sistema solare perciò non è strano che potesse essere presente in qualche oggetto dove sono avvenute reazioni chimiche che hanno formato i sali e forse anche i composti organici poi finiti nei suoi resti, tra cui c’è Bennu. La scoperta di fosfati annunciata nel 2024 fa pensare che Bennu sia stato espulso da un mondo primitivo con un oceano.

La scoperta di tutti questi composti nell’asteroide Bennu, illustrati nell’infografica in basso (NASA Goddard/OSIRIS-REx/Dan Gallagher), suggerisce più che mai che i mattoni della vita non si siano formati sulla Terra bensì altrove, forse su asteroidi come Bennu o forse su oggetti più grandi come quello da cui ha avuto origine Bennu, per poi raggiungere la Terra. Ogni studio dei campioni raccolti offre nuove informazioni ma ci sono ancora tante domande e per ottenere risposte le analisi continuano. I risultati aiuteranno a capire meglio l’origine della vita sulla Terra e la storia del sistema solare.

Infografica dei composti trovati sull'asteroide Bennu

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