È un successo il lancio del satellite Smile per studiare come la magnetosfera terrestre risponde al vento solare

Il satellite Smile decolla su un razzo Vega-C (Foto ESA-S. Corvaja - ESA Standard Licence)
Il satellite Smile decolla su un razzo Vega-C (Foto ESA-S. Corvaja – ESA Standard Licence)

Qualche ora fa, il satellite Smile è stato lanciato dallo spazioporto di Kourou, nella Guiana francese, su un razzo vettore Vega-C. Dopo circa 56 minuti, il satellite Smile si è separato dall’ultimo stadio del razzo e ha cominciato le manovre che hanno una durata prevista di circa 25 giorni. 11 accensioni dei propulsori della navicella allungheranno la sua orbita, inizialmente circolare a un’altitudine di circa 700 chilometri, fino a portarla a circa 121.000 chilometri sopra il Polo Nord e circa 5.000 chilometri sopra il Polo Sud.

La missione Smile (Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer) è un progetto congiunto tra l’ESA e l’Accademia Cinese delle Scienze ed è parte del programma Cosmic Vision dell’ESA, che ha lo scopo di migliorare la nostra comprensione del sistema solare. In questo caso, si tratta del vento solare e di come la Terra risponde ad esso. Tempeste geomagnetiche e aurore mostrano in modi a volte molto spettacolari gli effetti delle particelle cariche provenienti dal Sole sulla magnetosfera terrestre.

Il satellite Smile è dotato di quattro strumenti che hanno lo scopo di studiare in vari modi gli effetti del vento solare. Non è la prima missione progettata per studiare la magnetosfera e le sue interazioni con il vento solare e ogni nuovo satellite offre nuove informazioni. La missione Smile è la prima a concentrarsi sui meccanismi che portano al trasferimento di energia dal vento solare all’atmosfera terrestre per osservarli pienamente su una scala globale.

Nel caso del satellite Smile, è previsto che vengano catturate anche immagini ai raggi X e negli ultravioletti. Ciò è possibile perché le interazioni tra le particelle del vento solare e quelle degli strati più elevati dell’atmosfera terrestre generano livelli di energia tali da portare a emissioni in quelle bande elettromagnetiche.

Il periodo di test degli strumenti di bordo e dello spiegamento della struttura su cui è fissato il magnetometro avrà una durata prevista di circa tre mesi. Se tutto andrà bene, a quel punto arriverà il momento della cosiddetta prima luce in cui il satellite Smile catturerà le prime immagini a raggi X e ultraviolette, un evento che segnerà l’inizio della sua missione scientifica primaria della durata prevista di tre anni.

L’attività solare può diventare violenta e le tempeste solari possono danneggiare tutto ciò che c’è in orbita e, nei casi più gravi, anche apparecchiature e reti elettriche al suolo. Conoscere meglio questi pericoli aiuta a migliorare le previsioni meteo spaziali e a trovare contromisure per difendere le apparecchiature in casi di intensa attività solare.

Il satellite Smile durante la fase di preparazione (Foto ESA–B.Vanoutryve - ESA Standard Licence)
Il satellite Smile durante la fase di preparazione (Foto ESA–B.Vanoutryve – ESA Standard Licence)

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