
Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” offre la prova migliore dell’esistenza di una compagna della stella Betelgeuse. Un team di ricercatori guidato da Miguel Montargès dell’Osservatorio di Parigi – PSL ha usato lo strumento SPHERE, e in particolare il polarimetro ZIMPOL integrato in esso, montato sul VLT in Cile per catturare l’immagine diretta di quella che sembra proprio una stella vicina a Betelgeuse. Sarà necessario ottenere osservazioni indipendenti per confermare l’esistenza della candidata Betelgeuse B. Questo studio suggerisce che si tratti di una stella con una massa tra 2,6 e 3,1 volte quella del Sole.
La ricerca di una compagna di Betelgeuse dura da un secolo. In origine, venne proposta per spiegare le variazioni nella sua luminosità ma le osservazioni accumulate nel corso degli anni e i progressi nella comprensione dei cicli di vita delle stelle hanno portato a capire la sua natura. Betelgeuse è una stella supergigante rossa che si sta avvicinando alla fine della sua vita. Qualche anno fa sembrava prossima a esplodere in una supernova ma in realtà era stata parzialmente oscurata da una nube di polvere. Secondo alcuni astronomi, quella nube era stata spostata proprio dalla misteriosa compagna di Betelgeuse.
Gli studi recenti di Betelgeuse possono fare affidamento su strumenti molto avanzati, eppure gli indizi sull’esistenza di una compagna erano rimasti quasi tutti limitati e indiretti. Nel 2024 vennero pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal” due studi – disponibili qui e qui – che prevedevano che una compagna sarebbe stata alla maggior distanza nel dicembre dello stesso anno. Ciò sarebbe stato utile per individuare quella compagna perciò il team di Miguel Montargès ha compiuto il suo studio in quel periodo.
Gli indizi, compresa una possibile osservazione ottenuta usando il telescopio Gemini Nord alle Hawaii riportata nel luglio 2025 sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”, suggerivano che la compagna di Betelgeuse avesse una massa attorno a una volta e mezza quella del Sole.
Lo strumento SPHERE (Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet REsearch instrument) montato sul VLT (Very Large Telescope) è stato progettato per fotografare esopianeti in modo diretto e attivato nel giugno 2014. Ciò non significa che sia facile fotografare una stella compagna di Betelgeuse e anzi il timore dei ricercatori era che una stella della massa prevista non fosse abbastanza luminosa per riuscire a individuarla. La candidata si è rivelata più massiccia e luminosa del previsto e ciò ha aumentato le possibilità di fotografarla.
Il risultato ottenuto con lo strumento SPHERE e in particolare con il suo sottosistema ZIMPOL (Zurich Imaging Polarimeter) lascia poco spazio ai dubbi. Tuttavia, la scienza richiede verifiche perciò sarà necessario ottenere nuove osservazioni che confermino che la candidata Betelgeuse B esista davvero e sia nella posizione prevista. I nuovi studi aiuteranno anche a capire se questa compagna possa avere un’influenza sull’evoluzione di Betelgeuse.
