L’esopianeta TOI-3261 b è un raro nettuniano ultracaldo

Concetto artistico dell'esopianeta TOI-3261 b investito dal vento stellare (Immagine NASA/JPL-Caltech/K. Miller (Caltech/IPAC))
Concetto artistico dell’esopianeta TOI-3261 b investito dal vento stellare (Immagine NASA/JPL-Caltech/K. Miller (Caltech/IPAC))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta l’identificazione dell’esopianeta TOI-3261 b, un nettuniano ultracaldo molto vicino alla sua stella, uno dei pochissimi pianeti di quel tipo conosciuti. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale TESS della NASA e rilevazioni ottenute con gli strumenti ESPRESSO e HARPS per confermare la sua esistenza e ottenere informazioni sulle sue caratteristiche. TOI-3261 b orbita in quello che è conosciuto come il deserto nettuniano proprio perché è in un’area dove è molto raro trovare pianeti di tipo nettuniano. Per questo motivo, aiuterà a capire l’evoluzione di certi tipi di pianeti.

L’esistenza del deserto nettuniano venne ipotizzata nel 2011 esaminando i dati relativi agli esopianeti conosciuti all’epoca, una quantità ancora limitata. Negli anni successivi, la scoperta di molti altri esopianeti confermò che non c’erano esopianeti con massa paragonabile a quella di Nettuno con un un anno più breve di pochi giorni terrestri.

Nel corso del tempo, sono stati trovati i nettuniani NGTS-4b e LTT 9779 b nel deserto nettuniano. Nel 2021 è stato riportato il candidato Vega b ma oggi come oggi sembra che non esista. Insomma, si tratta di eventi estremamente rari anche tra le diverse migliaia di esopianeti oggi conosciuti. Per questo motivo, la scoperta di TOI-3261 b, distante quasi 1.000 anni luce dalla Terra, è molto interessante per gli astronomi.

Il candidato esopianeta successivamente identifcato come TOI-3261 b è stato scoperto grazie a osservazioni condotte dal telescopio spaziale TESS della NASA. Altri telescopi hanno offerto conferme della sua esistenza. Esami per stimarne la massa sfruttando il metodo della velocità radiale sono stati condotti con lo strumento ESPRESSO (Echelle SPectrograph for Rocky Exoplanets and Stable Spectroscopic Observations) montato sul VLT (Very Large Telescope) e lo strumento HARPS (High Accuracy Radial Velocity Planet Searcher) montato sul telescopio di 3,6 metri all’Osservatorio di La Silla, entrambi dell’ESO in Cile.

I dati indicano che l’esopianeta TOI-3261 b ha una massa di circa 30 volte quella della Terra per un raggio con una probabilità di picco di 3,82 volte quello della Terra. Il suo anno è estremamente breve dato che orbita attorno alla sua stella in sole 21 ore. La stella TOI-3261 è poco meno massiccia del Sole perciò questo esopianeta nettuniano ultracaldo viene investito da forti venti e radiazioni stellari.

L’estrema vicinanza dell’esopianeta TOI-3261 b alla sua stella suggerisce che i venti stellari stiano lentamente spazzando via la sua atmosfera e perfino la sua forza di gravità potrebbe rubare del gas da essa. Ciò significa che TOI-3261 b potrebbe aver avuto in passato una massa ben superiore, di tipo gioviano.

Il sistema planetario di TOI-3261 ha un’età stimata attorno ai sei miliardi di anni e mezzo. Ciò suggerisce che TOI-3261 b si sia formato ben più lontano dalla sua stella per poi avvicinarsi ad essa e solo a quel punto ha cominciato a perdere la sua atmosfera. La migrazione planetaria è oggetto di studio e gli astronomi ritengono che sia la conseguenza di interazioni gravitazionali tra pianeti. Per ora TOI-3261 b è l’unico pianeta individuato nel suo sistema ma rilevare il passaggio di un pianeta di fronte alla sua stella se il suo anno è molto lungo richiede fortuna.

L’atmosfera attuale dell’esopianeta TOI-3261 b potrebbe essere molto diversa da quella originale dato che le parti più leggere sono quelle che vengono perdute per prime. Nonostante ciò il suo esame potrebbe offrire informazioni interessanti per capire meglio l’evoluzione dei nettuniani caldi nel deserto nettuniano. Il telescopio spaziale James Webb è ideale per questo tipo di studi approfonditi.

Capire se esopianeti come TOI-3261 b si sia formato come gli altri pianeti molto vicini alle loro stelle o se fosse originariamente un gigante gassoso di tipo gioviano aiuterà a migliorare i modelli di formazione ed evoluzione planetaria.

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