Il vento elettrico elimina l’acqua su Venere

Gli ioni (in blu) vengono attirati dagli elettroni (in rosso) e spinti fuori dall'atmosfera (Immagine ESA–C. Carreau)
Gli ioni (in blu) vengono attirati dagli elettroni (in rosso) e spinti fuori dall’atmosfera (Immagine ESA–C. Carreau)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive la scoperta di un vento elettrico su Venere che accelera gli atomi ionizzati dell’idrogeno e dell’ossigeno che compongono le molecole d’acqua a una velocità tale che si disperdono nello spazio. Un team di scienziati guidato da Glyn Collinson, scienziato del Goddard Space Flight Center della NASA, ha analizzato i dati dello strumento ASPERA-4 della sonda spaziale Venus Express dell’ESA per scoprire questo vento generato dal campo elettrico di Venere.

Il pianeta Venere è per molti versi simile alla Terra, tuttavia l’ambiente sulla sua superficie è un inferno con temperature attorno ai 460° C, una pressione atmosferica quasi cento volte superiore a quella terrestre e un’aria irrespirabile perché composta quasi totalmente dall’anidride carbonica che causa l’effetto serra estremo. Secondo le ricerche fatte nel passato, quando Venere era giovane l’acqua era abbondante ma ora non c’è più.

Finora, il vento solare era stato considerato il responsabile della sparizione dell’acqua di Venere. Il flusso di particelle cariche provenienti dal Sole poteva aver spinto ioni di idrogeno, cioè protoni, e di ossigeno fuori dall’atmosfera del pianeta eliminando gli elementi che compongono l’acqua. Secondo questa nuova ricerca le cose sono più complicate.

Secondo gli scienziati tutti i pianeti con un’atmosfera sono circondati anche da un debole campo elettrico. Esso contribuisce a spingere gli strati superiori dell’atmosfera verso lo spazio esterno. Lo strumento ASPERA-4 (Analyzer of Space Plasmas and Energetic Atoms) a bordo della sonda spaziale Venus Express serviva a indagare sull’interazione tra il vento solare e l’atmosfera di Venere e i dati raccolti mostrano che il flusso di elettroni che sfugge all’atmosfera non ha la velocità che ci si aspettava.

Analizzando i dati, i ricercatori si sono resi conto che tutto cominciava con gli elettroni che sfuggivano all’atmosfera di Venere. Questi elettroni sono legati a protoni e ioni positivi dalla forza elettromagnetica. Il risultato è che si formano correnti elettriche che su Venere hanno una tensione stimata attorno ai 10 Volt, circa cinque volte quella presente nel campo elettrico terrestre.

Questo vento elettrico ha contribuito a eliminare gli elementi che compongono l’acqua lasciando il pianeta Venere secco. Secondo le stime degli scienziati, Venere perde circa 100 tonnellate l’anno di materiali a causa di questo processo. Sembra poco per un intero pianeta ma si tratta di un fenomeno che può essere cominciato qualche miliardo di anni fa.

La missione Venus Express è terminata nel dicembre 2014 ma, com’è normale, i dati raccolti continuano a essere esaminati in varie ricerche. In questo caso, la scoperta dell’effetto del vento elettrico può essere utile nello studio di ciò che succede su Marte ma anche degli esopianeti per capire meglio quali possano essere davvero abitabili.

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