Forse due miliardi di anni fa Venere era abitabile

Concetto artistico del possibile aspetto di Venere due miliardi di anni fa (Immagine NASA)
Concetto artistico del possibile aspetto di Venere due miliardi di anni fa (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca in cui modelli informatici sono stati utilizzati per simulare il possibile passato del clima sul pianeta Venere. Un team di scienziati del Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA guidati da Michael Way ha concluso che forse due miliardi di anni fa su Venere c’era un oceano di acqua liquida e le condizioni sulla superficie erano favorevoli alla vita.

Negli ultimi anni sono state fatte molte ricerche sulla possibile presenza di forme di vita, presente o passata, su Marte, ma poche riguardanti Venere. Qualche decennio fa, prima che venissero scoperte le condizioni attuali esistenti sulla superficie di Venere, c’era ottimismo sul fatto che il pianeta potesse ospitare forme di vita ma tutto è cambiato dopo l’arrivo di sonde spaziali che l’hanno esaminato.

Oggi sappiamo che la superficie di Venere è una sorta di inferno con un’atmosfera formata quasi completamente di anidride carbonica, novanta volte più densa di quella terrestre e temperature che possono superare i 460° Celsius. Tuttavia, già i dati raccolti dalle varie sonde spaziali Pioneer della NASA negli anni ’80 suggerivano che Venere aveva un oceano quand’era più giovane e questa teoria è stata riproposta qualche anno fa analizzando dati raccolti dalla sonda spaziale Venus Express dell’ESA.

Secondo le analisi effettuate, Venere aveva anticamente un oceano poco profondo ma forse la quantità delle terre emerse era maggiore rispetto alla Terra. Quest’ipotesi è stata considerata nelle simulazioni e se le cose stavano davvero così tale caratteristica limitava la quantità di acqua che evaporava dall’oceano e di conseguenza l’effetto serra generato dal vapore acqueo perciò una tale condizione sarebbe stata favorevole alla vita.

A quest’ipotesi ne sono state aggiunte altre due: un giorno lungo più o meno quando quello odierno e una quantità di energia solare inferiore perché anticamente il Sole era più fioco. Nelle simulazioni, il Sole emetteva una luce il 30% inferiore a quella odierna ma a causa della maggior vicinanza di Venere il pianeta ne riceveva comunque il 40% in più di quanta ne riceva la Terra oggi.

Partendo da queste possibilità, i ricercatori hanno applicato modelli informatici per cercare di capire quale fosse il clima su Venere circa due miliardi di anni fa e come si sia evoluto. Diverse versioni delle condizioni ambientali sono state create variando leggermente le stime di parametri come la luce solare ricevuta e la lunghezza del giorno. I risultati sono stati incoraggianti.

Se il giorno su Venere era lungo più o meno come oggi, 117 giorni terrestri, il riscaldamento della superficie avrebbe generato pioggia e spesse nuvole che avrebbero fatto da scudo contro la luce solare. Alla fine è possibile che le temperature medie sulla superficie fossero perfino inferiori a quelle sulla Terra.

Condizioni del genere sarebbero state favorevoli alla vita su Venere ma qualcosa successe e poco più di 700 milioni di anni fa esso si trasformò diventando l’inferno odierno. L’attività geologica venusiana rende particolarmente difficile trovare tracce di possibili antiche forme di vita. Forse non conosceremo mai con certezza i dettagli della storia antica di Venere ma le ricerche continueranno comunque.

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