La navicella spaziale SpaceX Dragon è partita per la missione CRS-20 per conto della NASA

Il cargo spaziale Dragon decolla per la sua missione CRS-20 su un razzo Falcon 9 (Foto NASA)
Il cargo spaziale Dragon decolla per la sua missione CRS-20 su un razzo Falcon 9 (Foto NASA)

Poche ore fa la navicella spaziale SpaceX Dragon è partita su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral nella missione CRS-20 (Cargo Resupply Service 20), indicata anche come SpX-20. Dopo poco più di dieci minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta della ventesima missione di invio della navicella spaziale Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale con vari carichi con il successivo ritorno sulla Terra, anche in questo caso con vari carichi. È l’ultima missione per questa versione della Dragon, che dalla prossima sarà sostituita dalla Dragon 2.

Il carico della navicella spaziale Dragon è di quasi due tonnellate tra la sezione pressurizzata e quella non pressurizzata. Ci sono circa 273 kg di cibo e altri rifornimenti per l’equipaggio della Stazione spaziale Internazionale ma la maggior parte del carico è costituita da strumenti, hardware vario e altri materiali necessari a esperimenti e ricerche scientifiche condotti a bordo della Stazione.

La piattaforma Bartolomeo dell’ESA, che verrà collegata al modulo Columbus, è un nuovo laboratorio spaziale che fornirà nuove opportunità per compiere esperimenti scientifici all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale. È stato realizzato anche in previsione di collaborazioni con utenti commerciali, aziende interessate a ricerche su materiali e tecnologie varie che possono ottenere vantaggi da test condotti in condizione di microgravità.

L’esperimento Droplet Formation Studies in Microgravity (Droplet Formation Study) studierà la formazione di goccioline prodotte usando la tecnologia per le docce H2Okinetic di Delta Faucet. Lo scopo è ottimizzare l’uso dell’acqua in un ambiente in cui è preziosa.

L’esperimento Organ-Chips as a Platform for Studying Effects of Space on Human Enteric Physiology (Gut on Chip) ha lo scopo di studiare gli effetti della microgravità su cellule umane coltivate in uno strumento chiamato Organ-Chip.

Un altro esperimento biologico è Generation of Cardiomyocytes From Human Induced Pluripotent Stem Cell-derived Cardiac Progenitors Expanded in Microgravity (MVP Cell-03), che ha lo scopo di far crescere cellule cardiache umane in microgravità.

Negli ultimi anni sono stati compiuti vari test di stampanti 3D costruite per lavorare in microgravità e permettere all’equipaggio di produrre da sé strumenti necessari a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. L’esperimento Nonequilibrium Processing of Particle Suspensions with Thermal and Electrical Field Gradients (ACE-T-Ellipsoids) è uno di questi.

Spesso gruppi di topi vengono inviati sulla Stazione Spaziale Internazionale per condurre esperimenti biologici. L’indagine Rodent Research-23 (RR-23) è accompagnata dal Rodent Research Habitats and Hardware, che include il Mouse Habitat Unit-5 (MHU-5) fornito dall’agenzia spaziale giapponese JAXA per esaminare gli effetti di diversi livelli di gravità sui topi.

Questa navicella spaziale Dragon era già stata utilizzata nelle missioni CRS-10, iniziata il 19 febbraio 2017, e CRS-16, iniziata il 5 dicembre 2018. Ormai anche l’utilizzo di un cargo per terza volta sta diventando normale, un segno che il riutilizzo delle Dragon è sempre più una routine.

Il primo stadio del razzo Falcon 9 è atterrato a Cape Canaveral segnando il 50° successo nell’atterraggio controllato. Il cargo spaziale Dragon è ora in rotta verso la Stazione Spaziale Internazionale e tutto procede regolarmente. L’arrivo alla Stazione è previsto per luned: attorno alle 13 italiane la Dragon dovrebbe essere catturata dal braccio robotico della Stazione.

Il primo stadio del razzo Falcon 9 dopo l'atterraggio (Foto NASA)
Il primo stadio del razzo Falcon 9 dopo l’atterraggio (Foto NASA)

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