Massimo Luciani

Montaggio del Progetto Formazione Stellare

Un articolo pubblicato sulla rivista “Publications of the Astronomical Society of Japan” riporta la mappatura di tre nubi interstellari: Orione A, Fenditura dell’Aquila ed M17. Un team di ricercatori guidato dal professor Fumitaka Nakamura del National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) ha usato il radiotelescopio Nobeyama e per Orione A anche dati dall’archivio dell’array di radiotelescopi CARMA per ottenere questo risultato. Si tratta di un’indagine chiamata non a caso Progetto Formazione Stellare perché le tre nubi interestellari studiate sono culle per nuove stelle.

Illustrazione del meccanismo di crescita rapida dei buchi neri supermassicci

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio su un possibile meccanismo di crescita rapida dei buchi neri supermassicci che potrebbe spiegare la loro presenza quando l’universo era molto giovane. Lo studente della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) Lumen Boco e il suo supervisore Andrea Lapi hanno creato un nuovo modello basato su un processo già considerato importante come l’attrito dinamico nel mezzo gassoso applicandolo a fusioni multiple.

Due esempi di dischi protoplanetari allineati e disallineati

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulle orbite di dischi protoplanetari in sistemi binari, dove sono state trovate diverse geometrie. Un team di astronomi guidato da Ian Czekala dell’Università della California a Berkeley ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare sistemi stellari in fase di formazione attorno a due stelle, che in gergo vengono chiamati dischi circumbinari. La conclusione è che i dischi che orbitano attorno ai sistemi binari più compatti condividono quasi lo stesso piano mentre i dischi che orbitano attorno ai sistemi binari più ampi hanno piano orbitali notevolmente inclinati.

Schema degli anelli di fotoni attorno a un buco nero

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta uno studio sulla possibilità di ottenere immagini nitide dei sottoanelli che formano l’anello di fotoni attorno a un buco nero. Un team di ricercatori guidato da Michael Johnson del Center for Astrophysics di Harvard ha lavorato sull’impresa annunciata quasi un anno fa con la pubblicazione della foto dell’area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia M87. Secondo i ricercatori, aggiungere un telescopio spaziale a quelli usati dalla collaborazione Event Horizon Telescope (EHT) permetterebbe di ottenere la chiarezza necessaria a distinguere uno dei sottoanelli, le cui caratteristiche permetterebbero di ottenere misurazioni più precise della massa del buco nero e altro ancora.

Eros Vanzella indica la regione di emissione Lyman-Alpha misurata con lo strumento MUSE (Foto cortesia Eros Vanzella / INAF. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di stelle primordiali che potrebbero appartenere alla cosiddetta Popolazione III, la prima generazione di stelle dell’universo. Un team di astrofisici guidato da Eros Vanzella e Massimo Meneghetti dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) di Bologna ha usato dati raccolti con lo strumento MUSE montato sul VLT dell’ESO e una potente lente gravitazionale generata dall’ammasso galattico MACS J0416.1-2403, o semplicemente MACS J0416, per ottenere immagini ingrandite di stelle che sembrano prive di metalli e composte solo da idrogeno, elio e tracce di litio.