Massimo Luciani

Concetto artistico di TRAPPIST-1 e dei suoi pianeti (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla luminosità a raggi X e ultravioletti di TRAPPIST-1, la stella nana ultra-fredda diventata celebre dopo la conferma che ha un sistema di 7 pianeti rocciosi. Un team di ricercatori ha usato un metodo Monte Carlo basato su Catena di Markov per calcolare le radiazioni ricevute nel corso del tempo da quei pianeti concludendo che la stella ha avuto elevati livelli di emissioni di raggi X e ultravioletti per parecchi miliardi di anni causando si suoi pianeti una notevole erosione atmosferica e perdita di composti volatili. I ricercatori hanno anche dimostrato che il software libero / open source approxposterior può replicare la loro analisi in tempi molto più rapidi rispetto a emcee, un software usato per quel tipo di calcoli. Ciò aiuterà a studiare altre nane rosse per valutare l’abitabilità dei pianeti che sempre più vengono trovati attorno a nane rosse.

Diagramma di posizione e distanza degli oggetti transnettuniani rilevati

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” presenta un catalogo di 316 oggetti transnettuniani rilevati dall’indagine Dark Energy Survey (DES) nel corso dei primi quattro anni di operazioni. Un team guidato da Pedro Bernardinelli ha analizzato i dati raccolti con un paziente lavoro di eliminazione degli oggetti fissi per poi concentrarsi su quelli transitori fino a ottenere l’identificazione di 245 oggetti già conosciuti e 139 che erano finora sconosciuti. Essi si trovano a distanze tra 30 e oltre 90 volte quella della Terra dal Sole. La loro rilevazione aiuterà a capire la loro origine e in generale la fascia di Kuiper, dove qualcuno pensa che possa esserci un altro pianeta.

Il cratere Moreux su Marte

L’ESA ha pubblicato nuove foto del cratere Moreux sul pianeta Marte scattate dalla High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. Si tratta di un cratere da impatto ma mostra caratteristiche diverse dal normale, considerate il frutto di erosione causata da processi glaciali. Probabilmente glaciazioni hanno avuto luogo in diversi periodi dato che le tracce geologiche presenti nell’area suggeriscono che sono avvenute anche negli ultimi milioni di anni. Un altro motivo di interesse per questo cratere è la presenza di dune al suo interno, che forniscono informazioni sui venti che soffiano nell’area.

Concetto artistico di pioggia di ferro sull'esopianeta WASP-76b (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta uno studio sulle condizioni esistenti sull’esopianeta WASP-76b, un gioviano ultracaldo dove sul lato illuminato dalla sua stella fa talmente caldo che i metalli vaporizzano per poi condensarsi sul lato buio, dove piove ferro. Un team di ricercatori guidato da David Ehrenreich dell’Università di Ginevra, in Svizzera, che include ricercatori dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha usato lo strumento ESPRESSO montato sul VLT in Cile per studiare i processi in atto nell’atmosfera di WASP-76b con i venti che trasportano il vapore di ferro in giro per questo gigante gassoso.

Struttura del tiofene

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrobiology” riporta uno studio sulla possibile origine dei composti organici conosciuti come tiofeni scoperti su Marte dal Mars Rover Curiosity della NASA. Jacob Heinz della Technische Universität di Berlino e Dirk Schulze-Makuch della Washington State University hanno descritto alcuni possibili processi che portano alla formazione di tiofeni. Si tratta di possibili processi che possono essere non biologici opppure biologici e il problema è trovare prove che puntino a uno di essi. I tiofeni esistono anche sulla Terra e si tende a pensare che si formino in seguito a processi biologici ma su Marte ciò vorrebbe dire che esistono forme di vita.