Massimo Luciani

La diversa attività di un buco nero supermassiccio in una situazione normale e verso la fine di una fusione galattica (Immagine National Astronomical Observatory of Japan)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive gli effetti che una fusione tra due galassie può avere su un buco nero supermassiccio al centro di una galassia coinvolta in quel processo. Un team di ricercatori guidati da Claudio Ricci ha usato in particolare il telescopio spaziale NuSTAR della NASA per studiare come negli ultimi stadi della fusione galattica molti gas e polveri ricadano verso un buco nero avvolgendolo e generando un nucleo galattico attivo.

Schema del processo di produzione abiotica di ossigeno molecolare (Immagine cortesia Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” offre una spiegazione alla presenza di molecole di ossigeno sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Konstantinos Giapis, ingegnere chimico del Caltech, ha condotto questa ricerca dopo aver notato che le reazioni chimiche che avvengono sulla superficie della cometa erano simili a quelle che lui stava generando da anni. L’ipotesi più probabile offerta inizialmente era che fosse “sopravvissuto” fin dai tempi della formazione del sistema solare ma forse ora è stata trovata la spiegazione corretta.

L'Ammasso di Perseo visto ai raggi X (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/Stephen Walker et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta di una vasta onda di gas caldi nell’ammasso galattico di Perseo che si estende per circa 200.000 anni luce. Un team di astronomi guidati dal dottor Stephen Walker del Goddard Space Flight Center della NASA ha combinato osservazioni effettuate con l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA e altre alle frequenze radio con simulazioni al computer per studiarla.

Concetto artistico del sistema di Epsilon Eridani (Immagine NASA/SOFIA/Lynette Cook)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sul sistema di Epsilon Eridani (eps Eri) che ne mostra le similitudini con il sistema solare. Un team guidato da Kate Su dell’Università dell’Arizona ha utilizzato il telescopio volante SOFIA per osservare una cintura di asteroidi e una banda di detriti con alcune similitudini con la fascia di Kuiper.

Alcuni dati raccolti dallo strumento RPWS (Immagine NASA/JPL-Caltech/University of Iowa)

I primi risultati dell’analisi dei dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini nel corso del suo tuffo nello spazio tra il pianeta Saturno e i suoi anelli compiuto il 26 aprile 2017 hanno fornito una notevole sorpresa. I ricercatori hanno scoperto che gli strumenti di Cassini hanno registrato la presenza di pochissime particelle nel corso dell’attraversamento di quello spazio e tutte di dimensioni davvero minuscole, dell’ordine del micron. Si tratta di un mistero a cui i ricercatori sperano di trovare una spiegazione.