Massimo Luciani

La navicella spaziale Shenzhou 17 al decollo (Foto cortesia Li Zhipeng)

È arrivata la conferma che tre taikonauti cinesi della missione Shenzhou 17 hanno raggiunto la stazione spaziale cinese Tiangong con una manovra di attracco automatizzata. Erano partiti circa sei ore e mezza prima su un razzo vettore Long March-2F dal Centro di lancio satelliti di Jiuquan. Costituiscono il sesto equipaggio della stazione spaziale cinese e vi rimarranno per circa sei mesi, la durata standard per una missione.

I tre taikonauti, come i cinesi chiamano i loro astronauti, della missione Shenzhou 17 sono Tang Hongbo, Tang Shengjie e Jiang Xinlin, i cui nomi sono stati annunciati solo il giorno prima del lancio, come consuetudine per i cinesi.

Arp-Madore 2339-661 (Immagine ESA/Hubble & NASA, J. Dalcanton, Dark Energy Survey/DOE/FNAL/NOIRLab/NSF/AURA Acknowledgement: L. Shatz)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble ritrae Arp-Madore 2339-661, un oggetto che fino a non molti anni fa era considerato una coppia di galassie interagenti, catalogate come NGC 7733 (in basso a destra) e NGC 7734 (in alto a sinistra). Tuttavia, osservando il braccio superiore di NGC 7733 è possibile vedere una sorta di grande nodo di colore diverso dal blu predominante che in realtà è una galassia nana, ora catalogata come NGC 7733N. La conseguenza è che l’interazione in atto è quella che alcuni chiamano una fusione di gruppo. Fusioni tra due galassie sono normali ma a volte c’è una quantità superiore di galassie e in questo caso ce ne sono tre che mostrano segni di avere nuclei galattici attivi.

Giove in un'osservazione con lo strumento NIRCam e nei riquadri alcuni progressivi ingrandimenti che mostrano vari wind shear ad altitudini tra 20 e 35 chilometri sopra nel nubi gioviane

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di una corrente a getto equatoriale che viaggia a oltre 500 km/h negli strati inferiori della stratosfera del pianeta Giove estendendosi per quasi 5.000 chilometri. Un team di ricercatori ha analizzato dati raccolti dallo strumento NIRCam (Near-Infrared Camera) del telescopio spaziale James Webb durante osservazioni condotte nel luglio 2022 per ottenere dettagli dei venti che includono cosiddetti wind shear (gradienti del vento), variazioni molto rapide di intensità e direzione con l’altitudine o la distanza. Dati raccolti con il telescopio spaziale Hubble hanno fornito altre informazioni sull’atmosfera dell’equatore di Giove e altri fenomeni in quell’area utili a determinare le caratteristiche della corrente a getto.

Spettroscopia di trasmissione dell'esopianeta WASP-17 b

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio dell’esopianeta WASP-17 b che include la rilevazione di quarzo nell’atmosfera di questo gioviano caldo. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale James Webb per rilevare i sottili effetti dei cristalli di quarzo, nanoparticelle disperse nell’atmosfera caldissima di WASP-17 b, che ha ricevuto il nome ufficiale Ditsö̀ all’inizio del 2020.

Concetto artistico di mondo di lava (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sui cosiddetti mondi di lava, esopianeti rocciosi talmente vicini alle loro stelle che almeno parte della loro superficie è costituita da roccia fusa. Un team di ricercatori coordinato dalla Ohio State University ha condotto simulazioni al computer con il software libero / open source ExoPlex per cercare di capire l’evoluzione di questi pianeti davvero esotici concludendo che in certi casi è possibile che nel loro mantello rimangano intrappolate quantità significative di sostanze chimiche necessarie alla vita. Rimane a dir poco improbabile che in quelle condizioni possano svilupparsi forme di vita ma se un pianeta di quel tipo dovesse raffreddarsi la situazione cambierebbe notevolmente. In ogni caso, è importante capirne l’evoluzione perché potrebbero esserci molti mondi di lava che offrono la possibilità di studiare un mantello planetario fuso.