Massimo Luciani

Concetto artistico dell'esopianeta TOI-1452 b (Immagine cortesia Benoit Gougeon, Università di Montreal)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta la scoperta di un cosiddetto pianeta oceano catalogato come TOI-1452 b. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale TESS della NASA e una conferma ottenuta usando osservazioni mirate con altri strumenti per individuare e successivamente stimare le caratteristiche di questa super-Terra che potrebbe essere coperta completamente da un oceano. La relativa vicinanza alla Terra e la sua posizione lo rendono un obiettivo eccellente per ulteriori osservazioni, anche con il telescopio spaziale James Webb.

La galassia nana NGC 1156 vista da Hubble (Immagine ESA/Hubble & NASA, R. B. Tully, R. Jansen, R. Windhorst)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble ritrae la galassia nana NGC 1156, un oggetto davvero unico perché si tratta di una galassia nana irregolare che ha varie caratteristiche che appartengono a diverse classi di galassie. Tipicamente, le galassie fuori dal normale sono il frutto di interazioni o di fusioni, le quali a volte sono ancora in atto e offrono la possibilità di vedere le forme delle galassie originali. NGC 1156 è tra le altre cose una galassia isolata e ciò significa che non ci sono altre galassie nelle vicinanze che possano influenzarne la forma con una forza di gravità molto superiore.

Giove visto attraverso tre filtri applicati allo strumento NIRCam del telescopio spaziale James Webb

La NASA ha pubblicato alcune foto di Giove catturate dal telescopio spaziale James Webb che offrono nuove informazioni sui processi in atto all’interno del più grande pianeta del sistema solare. La combinazione di diversi filtri infrarossi porta a vari risultati che permettono di apprezzare nuovi dettagli di Giove. I colori sono diversi da quelli reali proprio perché Webb li ha rilevati usando filtri infrarossi ma i risultati sono molto interessanti per le informazioni che offrono su tempeste, aurore e vari processi in atto sul pianeta e al suo interno. Alcune immagini includono anche i suoi anelli e alcune delle sue lune.

Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale per terminare la missione CRS-25 (Immagine NASA)

Nella notte italiana la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-25 (Cargo Resupply Service 25) per conto della NASA ammarando senza problemi al largo della costa della Florida. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale venerdi. Per SpaceX, era la quinta missione del secondo contratto con la NASA per trasportare rifornimenti alla Stazione con la nuova versione del cargo Dragon.

Poco dopo l’ammaraggio, la nave di SpaceX è andata a recuperare la Dragon per trasportarla fino alla costa. I carichi riportati sulla Terra verranno consegnati alla NASA entro poche ore. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 16 luglio 2022.

Al centro le stelle R136a1, R136a2 e R136a3 viste dallo strumento Zorro alla luce visibile

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla stella R136a1, forse la più massiccia conosciuta. Un team di ricercatori ha spinto ai suoi limiti lo strumento Zorro montato sul telescopio Gemini Sud per osservare R136a1, o RMC 136a1. I risultati suggeriscono che sia meno massiccia rispetto alle stime precedenti, che arrivavano anche a oltre 300 volte la massa del Sole. Rimane un colosso dato che la nuova stima ha un picco di probabilità a 196 volte la massa del Sole. Anche due “sorelle” potrebbero essere meno massicce di quanto stimato in precedenza dato che questo studio stima la massa della stella R136a2 a circa 151 volte quella del Sole e la massa della stella R136a3 a circa 155 volte quella del Sole. Capire meglio queste stelle così enormi aiuta a prevedere meglio la loro fine e gli elementi chimici che verranno creato in quella fase.