Astronomia / astrofisica

Il sistema di TOI-421 nella DDS2

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta i risultati di uno studio del sistema di TOI-421, dove due esopianeti sono stati scoperti in seguito alle osservazioni condotte dal telescopio spaziale TESS della NASA. Un team di ricercatori guidato da Ilaria Carleo della Wesleyan University ha usato vari telescopi per condurre osservazioni mirate che hanno confermato l’esistenza dell’esopianeta nettuniano rilevato da TESS scoprendo anche un segnale di velocità radiale che ha portato a identificare un pianeta sub-nettuniano. Entrambi sono vicini alla loro stella perciò vengono scaldati e la loro atmosfera è molto estesa con una densità bassa. In particolare, l’esopianeta esterno è del tipo che è stato chiamato super-gonfio (superpuffy in inglese) o di zucchero filato, difficile da spiegare per gli attuali modelli di evoluzione atmosferica.

LSQ14fmg (Immagine cortesia Hsiao et al)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla supernova di tipo Ia catalogata come LSQ14fmg, che è diventata luminosa con una notevole lentezza ma a un certo punto è diventata una delle più brillanti nella sua classe. Un team di ricercatori guidati da Eric Hsiao della Florida State University ha usato osservazioni condotte con telescopi in Cile e Spagna per studiarne l’evoluzione. La conclusione è che la supernova stava esplodendo dento quella che era stata una stella del ramo asintotico delle giganti rosse ed è stata provocata dalla fusione del suo nucleo con una nana bianca che orbitava al suo interno.

L'ambiente attorno all'asteroide Bennu poco dopo l'espulsione avvenuta il 28 agosto 2019

Una speciale serie di articoli pubblicati su “Journal of Geophysical Research: Planets” riporta i risultati di varie ricerche sull’asteroide Bennu, in alcuni casi già pubblicate nei mesi scorsi. Vari ricercatori hanno utilizzato dati raccolti dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA ottenendo alcune sorprese riguardo a ciò che avviene su Bennu come la perdita di materiali che vengono espulsi nello spazio. Tra le possibili cause ci sono meteoroidi, stress termico e il rimbalzo di particelle che ricadono sulla superficie per essere spinte nuovamente nello spazio. L’attività di Bennu poteva essere notata solo da una sonda spaziale nelle vicinanze e ciò pone il problema della possibile attività di altri asteroidi.

Schema del lavoro dello strumento CONSERT

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio che indica che l’interno del nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è poroso e meno denso della sua superficie. Un team di ricercatori ha riesaminato dati raccolti dallo strumento CONSERT della sonda spaziale Rosetta dell’ESA e del suo lander Philae. I segnali scambiati tra di essi attraverso il nucleo cometario si sono propagati a diverse velocità, indicando una densità variabile del suo interno. Ciò suggerisce che le radiazioni solari abbiano modificato la superficie, rendendola meno porosa.

Il sistema di WR 147 visto dal VLA

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio del sistema di WR 147 e in particolare di una delle due stelle che lo formano che sta ormai raggiungendo la fine della sua vita, una stella massiccia che ora è una gigante molto calda che appartiene alla categoria delle stelle di Wolf-Rayet. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio VLA per studiare le emissioni radio di questa stella, rilevando venti stellari molto forti che si scontrano con quelli della sua compagna, un’altra stella gigante ma non ancora giunta alla fine della sua vita. Questo fenomeno genera potentissimi vortici di materiali che sembrano girandole cosmiche.