Astronomia / astrofisica

La galassia R5519 (Immagine cortesia Tiantian Yuan/Hubble Space Telescope)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta lo studio di un tipo di galassia molto raro, definito un anello cosmico di fuoco. Un team di ricercatori guidato dal dottor Tiantian Yuan dell’ARC Centre of Excellence for All Sky Astrophysics in 3 Dimensions (ASTRO 3D), in Australia, ha usato immagini spettroscopiche ottenute all’Osservatorio Keck alle Hawaii e immagini catturate dal telescopio spaziale Hubble per identificare la strana struttura della galassia ufficialmente designata come R5519. È una galassia molto antica e la sua scoperta potrebbe richiedere nuove modifiche ai modelli correnti di formazione galattica.

Wolfe Disk vista da ALMA

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta uno studio sulla galassia soprannominata Wolfe Disk che mostra che si è formata molto presto, al punto che aveva già la forma di una galassia a disco circa 1,5 miliardi di anni dopo il Big Bang. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare questa galassia e trovare le prove delle sue caratteristiche che la rendono la più antica con un disco in rotazione trovata finora. La sua esistenza così presto nella storia dell’universo rappresenta un problema per i modelli di formazione galattica attuali.

Il disco protoplanetario di AB Aurigae visto da SPHERE

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta prove dell’esistenza di un pianeta in formazione nel disco protoplanetario che circonda la giovanissima stella AB Aurigae. Un team di ricercatori guidato da Anthony Boccaletti, dell’Osservatorio di Parigi, Università Psl, in Francia, ha usato lo strumento SPHERE montato sul VLT dell’ESO in Cile per trovare le tracce di quello che potrebbe essere un pianeta. SPHERE scatta foto reali degli oggetti perciò se la scoperta fosse confermata si tratterebbe della prima prova diretta di un pianeta visto mentre si sta formando.

Osservazioni del centro della Via Lattea condotte ai raggi gamma e ai raggi X

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” offre una spiegazione all’origine delle cosiddette bolle di Fermi, le due gigantesche bolle di gas esistenti sopra e sotto il centro della Via Lattea. Guo Fulai e Zhang Ruiyu dell’Osservatorio astronomico di Shanghai (SHAO) dell’Accademia cinese delle scienze hanno condotto una serie di simulazioni che hanno permesso di creare un modello che spiega l’origine delle bolle di Fermi e allo stesso tempo della struttura biconica a raggi X al centro della galassia. Secondo il nuovo modello, i due fenomeni sono causati da onde d’urto generate da due getti provenienti da Sagittarius A*, o semplicemente Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, circa 5 milioni di anni fa.

Concetto artistico del sistema di TRAPPIST-1 (Immagine cortesia NAOJ)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sull’allineamento della stella nana ultra-fredda TRAPPIST-1 con i 7 pianeti del suo sistema. Un team di ricercatori guidato da Teruyuki Hirano del Tokyo Institute of Technology ha usato il telescopio Subaru sul monte Mauna Kea, alle Hawaii, per osservare quel sistema non trovando un significativo disallineamento dei pianeti rispetto alla loro stella. Gli astronomi che hanno condotto lo studio avvertono che la precisione delle misurazioni non è tale da escludere completamente un piccolo disallineamento ma il risultato è significativo nello studio dell’evoluzione dei sistemi planetari di stelle molto piccole.