Astronomia / astrofisica

Ascuris Planum visto da Mars Express

L’ESA ha pubbicato fotografie dell’altopiano chiamato Ascuris Planum sul pianeta Marte catturate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. Il panorama è pieno di fratture, profonde cicatrici generate da forze tettoniche intense e prolungate che hanno agito sul pianeta rosso per centinaia di milioni di anni. Quelle fratture costituiscono i prolungamenti delle depressioni esistenti nell’area chiamata Tempe Fossae, nella regione chiamata Tempe Terra, a nord-est della vasta regione di Tharsis, dove anticamente vulcani attivi generavano enormi stress nella crosta marziana e di conseguenza le fosse e i pilastri tettonici oggi visibili.

Il campione Troctolite 76535

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta le prove di notevoli impatti sulla Luna primordiale, almeno 4,33 miliardi di anni fa. Un team di ricercatori ha compiuto uno studio in particolare sul campione catalogato come Troctolite 76535, prelevato nel corso della missione Apollo 17 nel 1972 e riportato sulla Terra. Questo campione contiene tracce di zirconia cubica, una forma cristallina dell’ossido di zirconio che si forma oltre i 2370° Celsius, una temperatura che poteva essere raggiunta solo in seguito a violenti impatti che potrebbero aver contribuito alla formazione della superficie lunare.

L'esagono di Saturno con i suoi strati

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta uno studio sulla stratificazione della struttura esagonale del gigantesco uragano che occupa polo nord del pianeta Saturno. Un team di ricercatori guidato dal professor Agustín Sánchez-Lavega dell’Università dei Paesi Baschi ha usato dati rilevati dalla sonda spaziale Cassini e dal telescopio spaziale Hubble per capire che si tratta di un sistema composto di almeno sette strati di foschia con un’estensione di oltre 300 chilometri. Lo studio ha anche permesso di scoprire che quegli strati contengono particelle microscopiche ghiacciate composte da idrocarburi come acetilene, propano, propino, diacetilene e butano.

Grafico delle osservazioni combinate di Giove

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Supplement Series” riporta i risultati di una serie di osservazioni combinate del pianeta Giove. Un team di ricercatori guidato da Michael Wong dell’Università della California a Berkeley ha usato dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble, dall’Osservatorio Gemini alle Hawaii e dalla sonda spaziale Juno della NASA per ottenere un quadro più ampio di vari fenomeni in atto nell’atmosfera di Giove. Le tempeste includono la Grande Macchia Rossa, che le osservazioni combinate aiutano a capire meglio.

Particolare geologico di Hellas Planitia (Immagine NASA JPL-Caltech UoA Matt Balme & William McMahon)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta le prove dell’esistenza di un fiume di dimensioni paragonabili a quelle del Po nell’area di Izola mensa, un affioramento all’interno del grande bacino di Hellas Planitia sul pianeta Marte. Un team di ricercatori guidato dal dottor Francesco Salese e dal dottor William McMahon ha esaminato immagini ad alta risoluzione catturate dalla sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA per individuare le tracce di un’area in cui circa 3,7 miliardi di anni fa c’era un grande fiume. Le condizioni ambientali dovevano essere favorevoli a un flusso d’acqua costante per un lungo periodo con un ciclo idrologico, l’ennesima conferma che all’epoca il pianeta rosso era simile alla Terra.