Astronomia / astrofisica

Una schermata da una simulazione di un evento come GW190412

Un articolo pubblicato sul server arXiv riporta l’osservazione di onde gravitazionali emesse dalla fusione di due buchi neri con masse molto diverse. Gli scienziati delle collaborazioni LIGO e Virgo hanno usato i dati raccolti dai loro rilevatori per esaminare questa fusione, la prima in cui la massa dei due oggetti è così asimmetrica dato che le stime effettuate indicano che erano di 8 e 30 volte quella del Sole. L’evento, catalogato come GW190412, ha prodotto onde con forme diverse da quelle rilevate finora in fusioni tra oggetti di masse simili e contengono informazioni che hanno permesso di ottenere misure più precise delle proprietà fisiche della coppia. Ha permesso anche di condurre nuove verifiche della teoria della relatività generale, confermata anche stavolta.

La cometa interstellare 2I/Borisov vista da ALMA

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sulla cometa interstellare 2I/Borisov concentrato in particolare sulla sua composizione chimica che ne mette in luce l’abbondanza di monossido di carbonio e di acido cianidrico. Un team di ricercatori guidato da Martin Cordiner e Stefanie Milam del Goddard Space Flight Center della NASA ha usato il radiotelescopio ALMA per esaminare le emissioni della cometa rilevando che il monossido di carbonio è presente nella sua chioma in una quantità che è tra 9 e 26 volte quella stimata per le comete del sistema solare. Ciò suggerisce che si sia formata in un’area molto fredda del suo sistema d’origine.

Concetto artistico dell'esopianeta Kepler-1649c e della sua stella (Immagine NASA/Ames Research Center/Daniel Rutter)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta dell’esopianeta Kepler-1649c, che ha dimensioni molto simili a quelle della Terra e orbita nell’area abitabile del suo sistema. Un team di ricercatori guidato da Andrew Vanderburg dell’Università del Texas a Austin ha rianalizzato dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA e successivamente analizzati tramite un software apposito. Un solo esopianeta era stato inizialmente confermato in quel sistema mentre un altro candidato era stato scartato. La verifica umana ha portato invece alla conferma del pianeta che è stato catalogato come Kepler-1649c. Le caratteristiche orbitali dei due pianeti suggeriscono la possibilità che ne esista un terzo, anche se per ora i ricercatori non sono riusciti a trovarne tracce.

Concetto artistico del quasar SDSS J135246.37+423923.5 e della galassia che lo ospita

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperto del deflusso più carico di energia proveniente da un quasar lontano, per la precisione da quello catalogato come SDSS J135246.37+423923.5. Un team di ricercatori ha utilizzato il telescopio Gemini Nord alle Hawaii per compiere le osservazioni necessarie ed è stato necessario impiegare un nuovo sistema di modellazione al computer per interpretare quella che è stata definita una tempesta extragalattica nascosta in bella vista per 15 anni. Il deflusso, una sorta di vento cosmico, viaggia a una velocità che è quasi il 13% di quella della luce con un forte impatto sulla formazione stellare nella galassia che ospita il quasar.

Concetto artistico di supernova (Immagine Aaron Geller (Northwestern University))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sulla supernova catalogata come SN2016aps, che è risultata essere brillante almeno il doppio e probabilmente molto più massiccia di qualunque altra supernova registrata. Un team di astronomi guidato dal dottor Matt Nicholl dell’Università britannica di Birmingham ha osservato l’evoluzione della supernova per circa due anni finché non si è ridotta all’1% della sua luminosità di picco. La conclusione è che la massa iniziale della stella esplosa potesse essere perfino più di 100 volte quella del Sole e ciò suggerisce che si sia trattato di un tipo molto raro chiamato supernova a instabilità di coppia pulsazionale.