Astronomia / astrofisica

Concetto artistico del sistema HR 6819

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di un buco nero in un sistema triplo conosciuto come HR 6819. Un team di ricercatori guidato da Thomas Rivinius dell’ESO ha usato lo spettrografo FEROS sul telescopio da 2,2 metri dell’MPG/ESO a La Silla per esaminare quel sistema all’interno di uno studio sui sistemi binari scoprendo con sorpresa la presenza di un terzo oggetto identificato come un buco nero. Si tratta del buco nero più vicino al sistema solare ma secondo i ricercatori potrebbe trattarsi della punta di un iceberg e potrebbero essercene molti altri simili, come previsto dai modelli teorici.

Europa vista dalla sonda spaziale Galileo

La NASA ha pubblicato versioni rielaborate di tre vecchie fotografie di aree della superficie di Europa, la grande luna di Giove, scattate dalla sonda spaziale Galileo il 26 settembre 1998. Gli scienziati della NASA hanno applicato alle immagini alcune tecniche di elaborazione sviluppate negli ultimi anni ottenendo nuovi dettagli di una serie di caratteristiche geologiche esistenti all’epoca sulla superficie ghiacciata di Europa. Questo risultato offre un’utilità immediata per gli scienziati interessati a studiare questa luna e per il futuro perché la NASA sta preparando la missione Europa Clipper, che ha anche lo scopo di cercare di capire cosa ci sia nell’oceano sotterraneo di Europa, con la speranza di trovare forme di vita.

I 15 dischi protoplanetari fotografati dal VLTI

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta il primo caso di osservazioni ad alta risoluzione agli infrarossi delle aree interne di 15 dischi protoplanetari compiute combinando i quattro telescopi dell’interferometro del VLT dell’ESO in Cile. Un team di ricercatori guidato da Jacques Kluska, della Katholieke Universiteit Leuven, in Belgio, ha usato lo strumento PIONIER per ottenere questo risultato, che mostra anche tracce di formazione planetaria. Questo tipo di osservazione offre nuove informazioni su questo processo.

Concetto artistico dei due buchi neri supermassicci nella galassia OJ 287 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta le osservazioni il passaggio di un buco nero supermassiccio nel disco di materiali che circonda un altro oggetto dello stesso tipo ma ancor più massiccio nella galassia OJ 287. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale Spitzer della NASA per monitorare quest’evento, che era stato previsto da un modello creato appositamente per tenere conto dell’ambiente estremo generato in particolare dal più grande dei due buchi neri, la cui massa è stimata attorno a 18 miliardi di volte quella del Sole. Questo modello, del 2018, è il più recente e tiene conto delle onde gravitazionali ma anche del teorema no-hair.

Possibile orbita di un asteroide centauro interstellare

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta prove dell’origine interstellare di alcuni asteroidi della famiglia dei centauri e di due oggetti transnettuniani. L’astronomo Fathi Namouni dell’Università della Costa Azzurra a Nizza, in Francia, e la collega Helena Morais dell’Università statale di San Paolo, in Brasile, hanno usato simulazioni al computer per ricostruire a ritroso le orbite di quegli asteroidi concludendo che probabilmente sono asteroidi interstellari catturati da un altro sistema che poteva essere molto più vicino quando il Sole e le stelle nate assieme a esso si erano appena formate.