Astronomia / astrofisica

Un catalogo delle rilevazioni di onde gravitazionali include 4 nuovi eventi

Due articoli pubblicati sul server arXiv riportano un catalogo di eventi di onde gravitazionali rilevati dalle Collaborazioni LIGO e Virgo e le proprietà dedotte riguardanti le coppie di buchi neri scoperte nelle fusioni. Finora erano stati annunciati 7 eventi ma l’analisi dei dati ha portato alla scoperta di altri 4 eventi dei quali uno è stato rilevato anche da Virgo. Degli 11 ora conosciuti, uno è quello diventato celebre perché generato da due stelle di neutroni che hanno portato a una kilonova mentre gli altri 10 sono stati generati da coppie di buchi neri.

L'asteroide Bennu (Foto NASA/Goddard/University of Arizona)

La NASA e Lockheed Martin hano confermato che la sonda spaziale OSIRIS-REx ha raggiunto l’asteroide Bennu. Dalla sua orbita, a una distanza di circa 5 chilometri, comincerà a studiarne la superficie creandone una mappa nel corso di circa un anno e mezzo. Ciò permettererà agli scienziati della NASA non solo di conoscerlo meglio ma anche di scegliere l’area più adatta per procedere con la fase successiva della missione, che consisterà nel prelevare campioni dalla superficie di Bennu da riportare sulla Terra.

Il quasar 3C 273 (Immagine ESA/Hubble & NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la prima osservazione dettagliata dell’ambiente che circonda un buco nero supermassiccio esterno alla Via Lattea. Un team di astronomi guidato dal professor Hagai Netzer dell’Università di Tel Aviv ha usato lo strumento GRAVITY installato sul VLTI dell’ESO per esaminare il primo quasar scoperto, conosciuto come 3C 273, scoprendo nubi di gas che si muovono rapidamente attorno al buco nero che alimenta quel quasar e ne formano il cuore.

Il sistema V4046 Sgr (Immagine V. D’Orazi/Sphere/Inaf)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive uno studio del sistema binario V4046 Sagittarii, o semplicemente V4046 Sgr. Un team di ricercatori guidati da Valentina D’Orazi dell’INAF di Padova ha usato lo strumento SPHERE sul Very Large Telescope (VLT) dell’ESO per esaminare le ombre rotanti proiettate sul disco protoplanetario che orbita attorno alle due giovani stelle. La mappatura dei movimenti delle ombre ha permesso di capire meglio le caratteristiche di quel sistema grazie al moto delle due stelle, le quali orbitano l’una attorno all’altra in quasi due giorni e mezzo.

Le Nili Fossae (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato nuove fotografie della regione del pianeta Marte chiamata Nili Fossae scattate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. Le Nili Fossae sono un gruppo di fosse tettoniche chiamate in gergo graben che mostrano segni non solo di attività geologica ma anche di erosione da parte di venti e soprattutto di acqua che hanno scavato le forme visibili ancora oggi.