Astronomia / astrofisica

La nebulosa LHA 120-N55 fotografata con il VLT (Foto ESO)

L’ESO ha pubblicato nuove fotografie della nebulosa LHA 120-N55, generalmente chiamata semplicemente N55, scattate con il VLT (Very Large Telescope). Si tratta di una nebulosa a emissione situata dentro una cosiddetta superbolla chiamata LMC 4 e ha un alone che nelle immagini ha vari colori come un mantello che adorna stelle di recente formazione ed è composto di gas rimasto dopo che la maggior parte è stata assorbita da quelle stelle.

la superficie di Europa con la crosta ghiacciata piena di fratture (Foto NASA/JPL-Caltech/SETI Institute)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca sulle caratteristiche chimiche esistenti nell’oceano sotterraneo di Europa, una delle grandi lune del pianeta Giove. Un team di scienziati del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA ha paragonato il potenziale relativo alla produzione di idrogeno e ossigeno con quello della Terra concludendo che sono paragonabili.

Immagine dei resti della supernova Tycho (X-ray: NASA/CXC/GSFC/B. Williams et al; Optical: DSS; Radio: NSF/NRAO/VLA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sui resti della supernova Tycho, la cui esplosione venne vista sulla Terra nel 1572 in un evento ampiamente documentato. L’espansione dei materiali rimasti è ancora interessante e un team di astronomi l’ha studiata con l’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA, Karl G. Jansky Very Large Array (VLA) e molti altri telescopi per creare una sorta di film che la mostra.

Rappresentazione artistica dei più grandi pianeti nani del sistema solare (Immagine Konkoly Observatory/András Pál, Hungarian Astronomical Association/Iván Éder, NASA/JHUAPL/SwRI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sull’oggetto transnettuniano chiamato 2007 OR10. Un team di astronomi ha utilizzato il telescopio spaziale Kepler della NASA e dati dell’archivio delle osservazioni del telescopio spaziale Herschel dell’ESA per studiare questo corpo celeste. Il risultato è che hanno scoperto che esso è decisamente più grande di quanto sembrasse ed è probabilmente un pianeta nano.

Concetto artistico delle sonde spaziali MMS ai confini del campo magnetico terrestre (Immagine NASA/Goddard/Conceptual Image Lab)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la prima osservazione diretta del fenomeno chiamato riconnessione magnetica. Le quattro sonde spaziali gemelle MMS della NASA hanno permesso di ottenere le migliori osservazioni effettuate finora dell’interazione tra il campo magnetico della Terra e quello del Sole. Secondo i ricercatori che hanno analizzato i dati raccolti sono gli elettroni a innescare questo fenomeno.