Astronomia / astrofisica

Concetto artistico del sistema di TOI-4600 (Immagine cortesia Tedi Vick)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta di due esopianeti che orbitano attorno alla stella TOI-4600 dei quali il più esterno è quello con l’anno più lungo scoperto finora. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale TESS della NASA per trovare le tracce di questi due esopianeti gassosi. Altri osservatori al suolo sono stati usati per confermare l’esistenza di questi due esopianeti e ottenere maggiori informazioni su di essi. TOI-4600 b ha un anno di quasi 83 giorni terrestri, un po’ più breve di quello di Mercurio, mentre TOI-4600 c ha un anno di quasi 483 giorni, il più lungo tra gli esopianeti conosciuti. Si tratta di una scoperta utile per capire come sono fatti altri sistemi planetari perché gli esopianeti vicini alle loro stelle sono molto più facili da scoprire mentre sappiamo ancora ben poco di quelli lontani dalle loro stelle.

La sonda spaziale indiana Aditya-L1 al decollo (Immagine cortesia ISRO)

Poche ore fa la sonda spaziale indiana Aditya-L1 è stata lanciata dal centro spaziale Satish Dhawan su un razzo vettore PSLV-XL. Dopo circa dieci minuti si è regolarmente separata dall’ultimo stadio del razzo. In circa 109 giorni, Aditya-L1 raggiungerà il punto lagrangiano chiamato L1, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, dove comincerà la sua missione di osservazione dell’atmosfera solare e di vari processi in atto sulla superficie del Sole. Si unirà ad altre sonde spaziali e osservatori solari contribuendo a svelare gli ultimi segreti del Sole.

SN 1987A vista dallo strumento NIRCam (Near-Infrared Camera) del telescopio spaziale James Webb

Un’immagine dei resti della supernova 1987A (SN 1987A) catturata dal telescopio spaziale James Webb ha colto nuovi dettagli e strutture mai viste come quella centrale, che ha una forma paragonata a quella di una serratura, e vicino a essa formazioni con forme paragaonate a mezzelune. Lo strumento NIRCam dimostra ancora di riuscire a vedere là dove altri strumenti hanno visto poco o nulla nei decenni trascorsi dall’individuazione della supernova. Lo scopo è sempre quello di capire cosa succede negli anni successivi a una supernova a ciò che rimane della stella che è esplosa e ai materiali espulsi nello spazio interstellare.

Il quasar Pōniuāʻena visto dal radiotelescopio NOEMA e in basso la mappa spettroscopica con il picco nelle emissioni con la "firma chimica" del monossido di carbonio

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta del gas molecolare freddo più distante nel mezzo interstellare della galassia che ospita il quasar soprannominato Pōniuāʻena, uno dei tre quasar luminosi più distanti conosciuti. Un team di ricercatori guidato da alcuni associati dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha usato osservazioni condotte con il radiotelescopio NOEMA (Northern Extended Millimeter Array) per ottenere la rilevazione del gas, per la precisione monossido di carbonio. Questo studio può fornire informazioni preziose per capire come un buco nero supermassiccio potesse avere una massa un miliardo e mezzo di volte quella del Sole quando l’universo aveva “solo” settecento milioni di anni.

La Nebulosa Anello vista da MIRI (Immagine ESA/Webb, NASA, CSA, M. Barlow, N. Cox, R. Wesson)

Solo un paio di settimane dopo la pubblicazione di un’immagine della Nebulosa Anello, una delle più iconiche nebulose planetarie, catturata dallo strumento NIRCam del telescopio spaziale James Webb, è arrivata un’altra immagine, stavolta catturata dallo strumento MIRI. Una serie di filtri è stata usata per catturare le emissioni a varie lunghezze d’onda nell’infrarosso medio per offrire dettagli che completano quelli offerti dalla NIRCam. I nuovi dettagli indicano anche la presenza di vari composti e circa dieci archi concentrici proprio oltre il bordo esterno dell’anello principale. Questi nuovi risultati offrono nuove informzioni sui processi in atto nelle ultime fasi di vita di una stella e, in questo caso, dell’interazione con una possibile compagna.