Astronomia / astrofisica

Concetto artistico del sistema HD 45166 con la stella all'elio in primo piano (Immagine ESO/L. Calçada)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta uno studio che identifica una delle stelle nel sistema binario HD 45166 come il prossibile precursore di una magnetar. Un team di ricercatori guidati da Tomer Shenar dell’Università di Amsterdam ha usato vari telescopi per studiare una cosiddetta stella all’elio, una stella massiccia che sta andando verso la fine della sua vita e ha già espulso i suoi strati esterni rimanendo con nucleo formato all’esterno da elio. Questa stella ha rivelato un campo magnetico estremamente potente, stimato in circa 100.000 volte quello terrestre.

Saturno visto alle onde radio dal VLA (Immagine S. Dagnello (NRAO/AUI/NSF), I. de Pater et al (Berkeley))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta uno studio sulle megatempeste attive sul pianeta Saturno. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il VLA (Very Large Array) che hanno permesso di mappare le emissioni radio provenienti da sotto la superficie di Saturno e di trovare anomalie nella distribuzione del gas di ammoniaca. Le conclusioni dello studio sono che le megatempeste possono avere una durata anche di un secolo e lasciare conseguenze che persistono nell’atmosfera anche successivamente. Ciò mostra anche differenze rispetto alle tempeste giganti esistenti su Giove.

L'ammasso galattico WHL0137-08 e nel riquadro la galassia soprannominata Sunrise Arc nella sua forma distorta, la quale ospita la stella Earendel

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” e uno sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”, riportano vari aspetti di uno studio su Earendel, la singola stella più lontana conosciuta. Due team di ricercatori con vari membri in comune hanno usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per ottenere nuovi dettagli di questa stella, che perfino uno strumento così potente ha potuto rilevare solo grazie a una lente gravitazionale. Ufficialmente catalogata come WHL0137-LS, dal nuovo studio risulta essere una gigante blu di classe B, molto più massiccia del Sole. Le osservazioni di Webb rivelano anche una componente luminosa che potrebbe appartenere a una compagna meno massiccia e neppure il telescopio spaziale Hubble era riuscito a rilevare.

La Nebulosa Anello (Immagine NASA/ESA/CSA/Università di Manchester)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale James Webb mostra la Nebulosa Anello, una delle più iconiche nebulose planetarie, in nuovi dettagli che rivelano la complessità dei processi in atto durante l’ultima fase di vita di una stella medio-piccola grazie alla capacità dello strumento NIRCam di rilevare gli infrarossi. Un team di ricercatori guidati da Mike Barlow di UCL (University College London) sta studiando la Nebulosa Anello come obiettivo del JWST Ring Nebula Project, di cui Barlow è lo scienziato principale. Lo studio è ancora in corso ma Barlow ha dichiarato che le immagini ad alta risoluzione di Webb non solo mostrano i dettagli dell’involucro della nebulosa in espansione ma rivelano anche la regione interna attorno alla nana bianca centrale con squisita chiarezza.

La prima immagine di test catturata dal VISible instrument (VIS)

L’ESA ha pubblicato le prime immagini di test catturate dal telescopio spaziale Euclid. Appena Euclid ha raggiunto la sua destinazione, sono cominciati i test di entrambi gli strumenti, VIS e NISP, che continueranno per un paio di mesi per calibrarli fino a raggiungere le prestazioni ottimali. Sono lavori necessari per permettere a Euclid di condurre la missione scientifica che consiste nell’indagare sull’universo oscuro per cercare di risolvere alcuni misteri cosmologici come quello dell’accelerazione dell’espansione dell’universo.