Astronomia / astrofisica

La distriuzione delle 36 galassie nane attorno alla Via Lattea

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di 36 galassie nane che stanno mostrando contemporaneamente segni dell’inizio di una notevole attività di formazione stellare. Un team di ricercatori ha esaminato un gruppo di galassie nane osservate nel corso dell’indagine ANGST notando una simultanea accelerazione nell’attività di formazione stellare nonostante il fatto che sono separate anche da parecchi milioni di anni luce. Si tratta di un fenomeno che non ha spiegazioni nei modelli attuali dell’evoluzione delle galassie.

Le probabili galassie di origine dei lampi radio veloci catalogati come FRB 190714 (in alto) e FRB 180924 (in basso)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la localizzazione dell’origine di otto lampi radio veloci rilevati tra il 2017 e il 2020. Un team di ricercatori coordinato dall’Università della California a Santa Cruz ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble per compiere questo lavoro applicando un metodo già utilizzato per localizzare l’origine di altri fenomeni cosmici come supernove e lampi gamma. Questo risultato offre nuove informazioni su un fenomeno estremamente energetico come i lampi radio veloci, i quali emettono in un millisecondo una quantità di energia paragonabile a quella che il Sole emette in un anno. I risultati di questo studio sono compatibili con la teoria che li collega alle magnetar.

La cometa C/2016 R2 (PANSTARRS) e il relativo spettro (Immagine ESO/L. Calçada, SPECULOOS Team/E. Jehin, Manfroid et al.)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Nature” riportano diversi studi sui materiali presenti nelle atmosfere delle comete, che risultano contenere ferro e nickel anche in quelle lontane dal Sole. Jean Manfroid, Damien Hutsemekers e Emmanuel Jehin hanno usato dati raccolti dallo spettrografo UVES del VLT dell’ESO in Cile per analizzare le atmosfere di varie comete rilevando la presenza sia di ferro che di nickel. Piotr Guzik e Michał Drahus hanno utilizzato lo spettrografo X-shooter, anch’esso del VLT, per esaminare in particolare la cometa interstellare 2I/Borisov rilevando la presenza di nickel. Sono risultati sorprendenti perché la sublimazione di metalli pesanti veniva ritenuta possibile solo vicino al Sole.

Una degli esopianeti con il divario del raggio (Gap) e i possibili meccanismi che fanno rimpicciolire i mini-Nettuno fino a trasformarli in super-Terre

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta uno studio sulla scarsità di esopianeti con un raggio tra 1,5 e 2 volte quello della Terra. Un team di ricercatori guidato da Trevor David del Flatiron Institute di New York ha studiato quello che viene chiamato in gergo divario del raggio usando dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA. Dividendo gli esopianeti studiati tra quelli più vecchi di 2 miliardi di anni e quelli più giovani l’esame offre nuove informazioni a conferma della teoria che i subnettuniani possono perdere gran parte della loro atmosfera trasformandosi in super-Terre anche dopo miliardi di anni.

Rappresentazione artistica dell’espansione dell’universo nel corso della sua storia (Immagine cortesia NAOJ)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta un calcolo della velocità di espansione dell’universo basata sulle supernove di tipo Ia. Un team di ricercatori guidato dalla professoressa Maria Giovanna Dainotti ha usato un campione di 1048 supernove che hanno distanze molto diverse dalla Terra dividendole in gruppi basati sulla loro distanza. I valori ottenuti sono decrescenti partendo dalle supernove più vicine e quelli ottenuti usando le supernove più lontane si avvicinano al valore basato sulla radiazione cosmica di fondo.