Sonde spaziali

Nuove conferme che il fosforo è stato portato sulla Terra da comete

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio che traccia il viaggio del fosforo dalla formazione nelle stelle fino alle comete. Un team di ricercatori guidato da Víctor Rivilla dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato il radiotelescopio ALMA e dati raccolti dallo strumento ROSINA della sonda spaziale Rosetta dell’ESA sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko per capire dove il fosforo si formi e come le comete possano averlo portato sulla Terra, dove è indispensabile per le forme di vita.

Un'analisi di stelle binarie larghe mostra che sono gemelle

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio su stelle binarie larghe. Un team di ricercatori guidato da Keith Hawkins dell’Università del Texas a Austin ha studiato 25 coppie di stelle binarie larghe identificate usando i dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA. Usando il telescopio Harlan J. Smith all’Ossservatorio McDonald, i ricercatori hanno esaminato la composizione chimica delle 50 stelle in modo approfondito concludendo che stelle nate assieme mostrano una composizione chimica praticamente identica, molto più vicina di stelle dello stesso tipo scelte a caso.

Un nuovo ciclone scoperto al polo sud del pianeta Giove

Un nuovo ciclone è stato scoperto al polo sud del pianeta Giove dalla sonda spaziale Juno della NASA. In particolare, è stato lo strumento JIRAM a catturare le prime immagini in cui si vede che la configurazione dei cicloni esistenti in quell’area è cambiata da un pentagono di cicloni che ne circonda uno centrale a un esagono, sempre attorno a uno centrale. Il nuovo ciclone sembra piccolo rispetto a quelli già esistenti ma la sua superficie è paragonabile a quella del Texas. Questa scoperta è stata compiuta durante un passaggio ravvicinato a Giove che segue una manovra necessaria a evitare che Juno finisse nell’ombra del pianeta per 12 ore. Senza essere alimentata dai pannelli solari, le sue batterie si sarebbero scaricate completamente e la sua temperatura sarebbe scesa a livelli letali.

Un rallentamento del vento solare nel sistema solare esterno

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sui cambiamenti nel vento solare nella regione esterna dell’eliosfera, la bolla in cui viene avvertita l’influenza del Sole. Un team di ricercatori del Southwest Research Institute guidato dalla dottoressa Heather Elliott ha usato misurazioni raccolte dallo strumento Solar Wind Around Pluto (SWAP) della sonda spaziale New Horizons della NASA per confrontare la velocità del vento solare a distanze dal Sole tra 1 e 3 volte quella della Terra dal Sole e a distanze tra 21 e 43 volte quella distanza rilevanto un rallentamento tra il 5% e il 7% a distanze tra 30 e 43 volte quella della Terra dal Sole.

Resti di ghiacciai che hanno scolpito il territorio delle Deuteronilus Mensae su Marte

L’ESA ha pubblicato nuove immagini della regione del pianeta Marte chiamata Deuteronilus Mensae catturate dallo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Espress che mostrano un territorio scolpito dai movimenti di ghiacciai che hanno creato formazioni come quelle conosciute come mesa. Si tratta di una regione particolarmente interessante perché già nel decennio scorso sono state scoperte tracce di ghiaccio ancora presente. In passato, in quell’area c’era forse una calotta regionale di cui le Deuteronilus Mensae rappresenta i resti.